Dopo mesi di incertezza, il Registro dei titolari
effettivi torna a essere un tema da monitorare con attenzione. Le recenti
evoluzioni normative e giurisprudenziali a livello europeo hanno infatti contribuito
a superare le principali criticità che ne avevano determinato la sospensione.
Come noto, il Registro previsto dall'art. 21 del D.Lgs.
231/2007 era rimasto fermo a seguito delle contestazioni relative alla
tutela della privacy e alle modalità di accesso alle informazioni sui titolari
effettivi delle società.
Un punto di svolta è arrivato dalla Corte di Giustizia
dell'Unione Europea, che ha fornito importanti chiarimenti sul delicato
equilibrio tra protezione dei dati personali ed esigenze di trasparenza.
L'orientamento emerso conferma l’importanza degli strumenti di contrasto al
riciclaggio e al finanziamento del terrorismo, purché l’accesso alle
informazioni avvenga secondo criteri proporzionati e adeguatamente controllati.
Parallelamente, il legislatore italiano è intervenuto per
ridefinire le modalità di consultazione del Registro, introducendo un sistema
di accesso più selettivo:
- accesso pieno per autorità competenti e soggetti
obbligati agli adempimenti antiriciclaggio;
- accesso consentito ai soggetti privati solo in
presenza di un interesse legittimo adeguatamente dimostrato.
In vista della riattivazione del sistema, imprese e
professionisti sono chiamati a verificare la correttezza delle informazioni già
disponibili e a prepararsi alla ripresa degli adempimenti. Sarà quindi
opportuno prestare particolare attenzione all’identificazione del titolare
effettivo, all’aggiornamento delle procedure interne e agli obblighi
di adeguata verifica della clientela.
Per commercialisti e consulenti si tratta di un tema destinato
a tornare rapidamente al centro dell'attività professionale, con impatti
concreti sia sul piano societario sia nell’ambito della compliance
antiriciclaggio.