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Diritto annuale CCIAA 2026: aumento fino al 20% per alcune Camere di commercio

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Pubblicato il 5 mag 2026

Con decreto ministeriale del 17 marzo 2026, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha autorizzato, per il triennio 2026-2028, la possibilità di applicare una maggiorazione fino al 20% sulla quota di diritto annuale camerale.

L’elenco delle Camere di commercio interessate è riportato nell’Allegato A del provvedimento.

La misura è destinata al finanziamento di progetti specifici approvati dai Consigli camerali competenti, con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo economico locale e rafforzare la competitività del sistema imprenditoriale.

Soggetti interessati e importo

Sono tenuti al versamento del diritto annuale camerale:

  • tutte le imprese iscritte nel Registro delle Imprese, incluse quelle della sezione speciale;
  • i soggetti iscritti al REA (Repertorio Economico Amministrativo).

L’importo del diritto annuale:

  • varia in base alla forma giuridica dell’impresa;
  • è definito secondo le misure ordinarie stabilite a livello nazionale.

Per le Camere di commercio indicate nell’Allegato A, l’importo può essere incrementato fino al 20%, esclusivamente per il finanziamento di progetti approvati e autorizzati dal Ministero.
Ne consegue che, a parità di tipologia di impresa, l’ammontare dovuto può differire da territorio a territorio.

Conguaglio e scadenze

Le imprese che hanno già provveduto al pagamento del diritto annuale 2026 e risultano iscritte a una Camera di commercio interessata dalla maggiorazione devono procedere al conguaglio dell’importo dovuto.

Il versamento del conguaglio deve essere effettuato secondo quanto previsto dall’art. 17 del DPR 7 dicembre 2001, n. 435:

  • entro il 30 giugno 2026, termine ordinario;
  • entro il 30 luglio 2026, con la maggiorazione dello 0,40%.

Modalità di pagamento

Il diritto annuale camerale deve essere versato in un’unica soluzione tramite:

  • piattaforma pagoPA, accedendo al sito www.dirittoannuale.camcom.it e utilizzando la funzione “calcola e paga”;
  • modello F24, con il supporto dei servizi telematici disponibili o degli intermediari abilitati;
  • pagamento contestuale alla presentazione di una pratica telematica presso la Camera di commercio (ad esclusione del deposito del bilancio).

In caso di tardivo o omesso versamento è prevista l’applicazione di una sanzione amministrativa compresa tra il 10% e il 100% dell’importo dovuto.

Il mancato pagamento può inoltre comportare il blocco del rilascio dei certificati camerali, con possibili ricadute sull’operatività dell’impresa.

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