Con l’avvio della riforma nazionale della disabilità,
sono intervenute importanti novità per la richiesta di invalidità civile.
Dopo una fase transitoria conclusa il 31 marzo 2026,
dal 1° aprile sono entrate in vigore le nuove procedure e modalità operative.
Cosa cambia con la riforma
La riforma è stata introdotta progressivamente tramite
una sperimentazione territoriale, per accompagnare cittadini e operatori
nell’adeguamento alle nuove modalità.
A fronte di tempistiche molto ravvicinate tra
l’entrata in vigore delle nuove regole e il loro avvio operativo, l’INPS ha
previsto una riapertura temporanea delle precedenti modalità per l’invio
delle domande. Questa possibilità, limitata a casi specifici, si è
conclusa definitivamente il 31 marzo 2026.
Dal 1° aprile 2026 non sono più
ammesse alternative, tutte le domande devono seguire il nuovo iter:
- la richiesta si
avvia direttamente con il certificato medico introduttivo telematico;
- il Modello C e la
domanda amministrativa tradizionale non sono più previsti;
- la valutazione tiene
conto non solo dell’aspetto sanitario, ma anche dell’impatto della disabilità
sulla vita quotidiana.
La domanda di invalidità civile richiede ora una
particolare attenzione nella predisposizione del certificato medico
introduttivo, oltre a una corretta gestione degli adempimenti successivi
all’accertamento sanitario.
Sebbene la procedura prenda avvio dal medico, restano
comunque necessari alcuni passaggi successivi per ottenere in modo corretto e
completo le prestazioni economiche previste.