Il Quadro W del modello 730/2025 è un quadro di importanza cruciale per tutti quei contribuenti che detengono investimenti o attività finanziarie all’estero o più semplicemente detengono investimenti sotto forma di cripto attività.
La compilazione del quadro ha una duplice funzione, consente sia di adempiere agli obblighi di monitoraggio, ma anche a liquidare imposte patrimoniali come:
- IVIE: Imposta sul valore degli immobili all’estero;
- IVAFE: Imposta su conti correnti, prodotti finanziari e libretti di risparmio esteri;
- Imposta sulle cripto-attività.
Chi deve compilare il Quadro W?
Devono compilare il Quadro W:
- Persone fisiche residenti in Italia che detengono investimenti all’estero;
- Titolari o delegati con disponibilità o movimentazione di attività estere;
- Soggetti che possiedono cripto-attività, anche solo in wallet digitali.
Anche chi non possiede un reddito da lavoro dipendente o assimilato può presentare il 730/2025 e compilare il quadro W.
Novità: aliquote e black list
Aliquote aggiornate:
- IVAFE:
- 0,4% per investimenti detenuti in Paesi a fiscalità privilegiata;
- 0,2% per investimenti detenuti in paesi collaborativi;
- IVIE: aumenta passando da 0,76% a 1,06%.
Nel quadro è stato aggiunto un nuovo campo obbligatorio per segnalare appunto la presenza di investimenti in Paesi black list.
Valore degli immobili esteri
Per la determinazione dei valori da indicare in caso di possesso di immobili occorre distinguere se l’immobile è detenuto nella unione europea o comunque entro lo spazio economico europeo oppure al di fuori. Pertanto, avremo due casi con
Immobili detenuti in UE/SEE:
- Valore catastale (preferito) - si rammenta che il valore catastale va aggiornato con i c.d. moltiplicatori catastali (come avviene per l’IMU);
- Costo d’acquisto;
- In mancanza, valore di mercato;
Immobili extra-UE:
- Costo d’acquisto;
- Oppure valore di mercato rilevabile;
Immobili per successione o donazione:
Cripto-attività: obblighi estesi
Chi possiede criptovalute deve:
- Compilare sempre il quadro W, indipendentemente dall’importo;
- Liquidare l’imposta di bollo dello 0,2% (se superiore a 12€);
- Indicare eventuali plusvalenze nel Quadro RT se superiori a 2.000 €.
Monitoraggio richiesto anche se il wallet è inattivo o non movimentato.
Come si compila il Quadro W?
Sezione I (righi W1-W5)
Comprende dettagli come:
- Titolo di possesso (proprietà, usufrutto, trust…);
- Tipo contribuente (delegato, titolare effettivo);
- Codice bene, codice Stato, quota di possesso;
- Valore iniziale e finale, criterio di valutazione;
- Giorni di possesso IVAFE, mesi IVIE;
- Credito d’imposta estero, detrazioni, e quota partecipazione.
Esistono codici dedicati per beni infruttiferi, cointestazioni, fiscalità privilegiata, ecc.
Sezione II
- W6: eccedenze IVAFE da anni precedenti, acconti già versati;
- W7: eccedenze IVIE e acconti;
- W8: eccedenze cripto-attività e relativi acconti.
Esenzioni dal monitoraggio
Non è necessario compilare il Quadro W se:
- I conti esteri hanno giacenza media nel periodo d’imposta < 15.000€ (e non sono soggetti a IVAFE);
- Le attività sono affidate a intermediari italiani che hanno applicato imposte o ritenute.
Esempi pratici
- Conto estero in Francia
Valore medio annuo: 20.000 €
Compilazione W1 con codice ‘2’ (valore nominale), 365 giorni IVAFE
- Trust in UK
Valore attività: 500.000 €
Codice '4' (beneficiario trust), compilazione completa inclusa percentuale possesso
- Immobile in USA
Costo d’acquisto: 180.000 €
Codice '4', criterio: costo
Riepilogo crediti pregressi: rigo F3
Se si sono generate eccedenze nel 730/2024 che non sono state utilizzate in F24, vanno riportate nel rigo F3 (col.3) per non perderne il beneficio.
Conclusione
Il Quadro W è sicuramente un quadro
fondamentale del modello 730 in quanto consente di comunicare all’Agenzia delle Entrate la presenza di asset detenuti all’estero e per liquidare le relative imposte. La mancata compilazione o il mancato versamento delle imposte è soggetto a sanzioni legate agli importi omessi. Per la sua compilazione in sintesi occorre:
- Conoscere il valore degli investimenti/immobili;
- Verificare i giorni/mesi di possesso nell’anno d’imposta;
- Utilizzare correttamente i codici per IVIE, IVAFE e cripto;
- Tenere traccia delle eccedenze da F24 e dichiarazioni precedenti.
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