La Legge 21 aprile 2026,
n. 75, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 110 del 14 maggio, entra in
vigore il 29 maggio 2026 e introduce un importante rafforzamento delle
tutele contro frodi e contraffazioni nel settore agroalimentare.
La normativa amplia in modo
significativo le condotte punibili, includendo non solo la vendita, ma
anche importazione, esportazione, transito, deposito doganale e attività di
e-commerce legate a prodotti non conformi. Parallelamente, vengono irrigidite
le sanzioni e rafforzati i controlli su qualità, provenienza, autenticità e
tracciabilità dei prodotti.
Tra gli aspetti di
maggiore interesse operativo si segnalano:
- la ridefinizione di alcune fattispecie
penali in materia di frodi nella filiera alimentare;
- l’introduzione dei nuovi reati di “Frode
alimentare” e “Commercio di alimenti con segni mendaci”;
- l’ampliamento delle aggravanti, con
particolare attenzione ai fenomeni di agropirateria;
- la maggiore attenzione ai sistemi di
controllo interni e alla gestione del rischio lungo la catena di fornitura (supply-chain);
- l’estensione dei reati presupposto del
D.Lgs. 231/2001, attraverso l’integrazione dell’art. 25-bis.
Compliance 231: gli interventi da
pianificare
Le novità impattano direttamente sui modelli organizzativi e sui
sistemi di controllo interno delle imprese agroalimentari, che sono ora
chiamate a adeguare le proprie attività di compliance.
In particolare, è necessario:
- valutare l’implementazione di un modello
organizzativo ex D.Lgs. 231/2001, se non già adottato;
- aggiornare le valutazioni di rischio
reato per le nuove fattispecie;
- verificare l’adeguatezza dei controlli su
tracciabilità, conformità, etichettatura dei prodotti e gestione dei fornitori;
- definire specifici flussi informativi per
l’Organismo di Vigilanza;
- pianificare attività formative per le
risorse maggiormente coinvolte.
Per i professionisti della compliance 231 il nuovo quadro
normativo richiede un aggiornamento tempestivo delle attività di consulenza e
dei Modelli Organizzativi 231, per ridurre il rischio di responsabilità
amministrativa e supportare le imprese nell’adeguamento.