Con il messaggio n. 2325/2026, l’INPS ha fornito le prime
indicazioni operative relative alla gestione del Trattamento di Fine
Rapporto (TFR) per i lavoratori del settore privato alla loro prima occupazione,
interessati dal nuovo sistema di adesione automatica alla previdenza
complementare introdotto dalla legge n. 199/2025.
A partire dal 1° luglio 2026, il nuovo meccanismo si applica ai
lavoratori di prima assunzione nel settore privato, con esclusione dei
lavoratori domestici. Resta comunque riconosciuto al dipendente un periodo di 60
giorni dalla data di assunzione entro il quale può rinunciare all’adesione
automatica, scegliere un diverso fondo pensione oppure decidere di conservare
il TFR secondo il regime ordinario previsto dall’art. 2120 c.c.
TFR: cosa accade durante i
60 giorni
Nel periodo concesso al lavoratore per effettuare la propria scelta, la
destinazione delle quote di TFR maturate non può ancora considerarsi
definitiva.
Il datore di lavoro, pertanto, non deve procedere immediatamente al
trasferimento delle somme alla previdenza complementare, ma deve attendere il
perfezionamento della decisione.
La scelta del dipendente produce effetti fin dalla data di assunzione.
Di conseguenza, anche il TFR maturato durante i primi 60 giorni seguirà
retroattivamente la destinazione prescelta.
In particolare, le quote maturate potranno:
- essere conferite alla previdenza complementare;
- rimanere assoggettate al regime ordinario
previsto dall’art. 2120 c.c., qualora il lavoratore scelga di mantenere il
TFR secondo tale disciplina;
- essere destinate, quando ne ricorrano i
presupposti previsti dalla normativa, al Fondo di Tesoreria INPS (aziende
con almeno 50 dipendenti).
Regolarizzazione del TFR
maturato
Le quote di TFR accumulate tra la data di
assunzione e il momento in cui viene definita la loro destinazione assumono, ai
fini contributivi, la natura di competenze arretrate, a condizione che
il versamento venga effettuato entro il mese successivo a quello in cui si
perfeziona la scelta del lavoratore.
Se tale scadenza viene rispettata, la
regolarizzazione può essere effettuata senza applicazione di sanzioni civili,
interessi o ulteriori somme aggiuntive.