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Busta paga 2026: esempi pratici e spiegazione del cedolino

Una guida per interpretare il prospetto paga senza errori

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La busta paga è il documento previsto dalla Legge n.4/1953 che il datore di lavoro è obbligato a fornire ai propri dipendenti al momento del pagamento della retribuzione.
L'elaborazione del cedolino paga è posta dalla normativa vigente a carico del Commercialista, del Consulente del Lavoro o di altro professionista abilitato ai sensi dell'art. 1, co. 1 L. 12/1979, il quale può avvalersi di un software paghe online oppure una soluzione installata sul proprio PC: in entrambi i casi si parla di cedolino elettronico o digitale.

Novità e conferme 2026 sulla tassazione della busta paga

Cosa cambia dal 1° gennaio 2026 (misure nuove o rimodulate):
  • riduzione dell’aliquota IRPEF del secondo scaglione dal 35% al 33%, con effetto massimo teorico di 440 euro annui;
  • conferma della struttura del cuneo fiscale su bonus (per redditi più bassi) e detrazione aggiuntiva (per il ceto medio);
  • detassazione più favorevole dei premi di risultato e della partecipazione agli utili: aliquota all’1% nel 2026–2027 e tetto 5.000 euro;
  • imposta sostitutiva al 5% nel solo 2026 sugli incrementi retributivi da rinnovi contrattuali (con requisiti e opzione di rinuncia);
  • innalzamento della soglia di esenzione dei buoni pasto elettronici a 10 euro;
  • aggiornamento dei parametri contributivi INPS (minimale, massimale, soglia per contributo aggiuntivo 1%) che impattano sul cedolino;
  • bonus mamme 2026: misura economica INPS (60 euro mensili), non una decontribuzione in busta paga.
Approfondimento sulle novità 2026

Quanto vale, in pratica, la busta paga 2026 con la riduzione IRPEF 33% nel secondo scaglione e meccanismo cuneo fiscale bonus/detrazione?

Redditi fino a 20.000 € (bonus cuneo “pieno”, IRPEF invariata nel prospetto)
  • 12.000 € → 636 €/anno+53 €/mese;
  • 18.000 € → 864 €/anno+72 €/mese;
Redditi 20.001–32.000 € (detrazione cuneo fissa – importo pieno 1.000 €/anno)
  • 28.000 € → 1.000 €/anno+83,33 €/mese;
Redditi 32.001–40.000 € (detrazione cuneo che diminuisce + taglio IRPEF che cresce)
  • 35.000 € → 765 €/anno+63,75 €/mese (625 cuneo + 140 IRPEF);
  • 39.000 € → 345 €/anno+28,75 €/mese (125 cuneo + 220 IRPEF);
Redditi oltre 40.000 € (solo taglio IRPEF nel 2° scaglione 28–50)
  • 45.000 € → 340 €/anno+28,33 €/mese;
  • 60.000 € → 440 €/anno+36,67 €/mese;
  • 90.000 € → 440 €/anno+36,67 €/mese;

I valori sopra riportati sono benefici nuovi stimati, non il netto complessivo in busta; inoltre, la stima non include addizionali, altre detrazioni/oneri, conguagli, più CU o più rapporti di lavoro.

Cos'è la busta paga? Partiamo con una definizione alta, ma esauriente di busta paga: è il documento, che è obbligatorio rendere disponibile mensilmente al lavoratore dipendente on l'obiettivo di fornirgli una vista di dettaglio delle componenti che determinano la sua retribuzione netta, ovvero: la retribuzione lorda, gli oneri sociali e le trattenute fiscali a suo carico. Infatti, la retribuzione netta si ottiene dalla differenza tra la retribuzione lorda e la somma degli oneri sociali e delle trattenute fiscali.

Quali dati sono presenti nella busta paga? La normativa vigente (L. 4/1953) indica quali sono i dati obbligatori che devono essere contenuti all'interno della busta paga, ma non fornisce un modello univoco. Vediamo quindi quali sono le sezioni in cui, convenzionalmente, il cedolino paga viene suddiviso:
  • intestazione;
  • corpo o sezione retributiva;
  • dati previdenziali, fiscali e TFR;
  • retribuzione netta.

Sezione intestazione

In questa sezione compaiono i dati identificativi dell'azienda (ragione sociale, codice fiscale, posizione INPS e posizione INAIL) e del lavoratore (nome e cognome, codice fiscale).

A questi si aggiungono le informazioni riguardanti il rapporto di lavoro: data di assunzione, data di cessazione, qualifica e livello di inquadramento, sede di lavoro, periodo di competenza, giorni/ore retribuiti.

Inoltre, l'intestazione (o testa) del cedolino paga riporta anche il dettaglio degli elementi che compongono la retribuzione lorda del lavoratore: paga minima prevista dal CCNL di categoria per il livello di inquadramento, scatti di anzianità, superminimo, elementi territoriali, ecc.

Sezione retributiva

Si tratta del cosiddetto “corpo” della busta paga, in cui sono esposte la retribuzione diretta, la retribuzione indiretta e la retribuzione differita.

Sono definite retribuzioni dirette quelle stabilite dal Contratto Collettivo e che attengono alle prestazioni di lavoro effettive del periodo di riferimento del cedolino, devono essere registrate: le ore di lavoro ordinario, le ore di lavoro straordinario, premi e bonus.

Fanno, invece, parte della retribuzione indiretta le voci riferite a: festività, ferie godute, permessi goduti, eventi tutelati dall'INPS (malattia, maternità, congedi parentali, ecc.) e dall'INAIL (infortunio sul lavoro).

Infine, si parla di retribuzione differita in riferimento agli emolumenti che maturano nel corso del rapporto di lavoro, ma sono erogati in periodi successivi: tredicesima e quattordicesima mensilità, TFR.

Voci figurative

All'interno della sezione retributiva del cedolino paga possono essere esposte anche voci che, pur non producendo effetti sulla retribuzione netta, hanno un valore informativo per il dipendente: si tratta delle voci figurative.
Alcuni esempi di voci figurative sono i buoni pasto (ticket restaurant) e i compensi in natura (fringe benefit).

Sezione dati previdenziali, fiscali e TFR

Questa sezione contiene il riepilogo delle ritenute previdenziali e fiscali a carico del lavoratore, che vengono decurtate dalla retribuzione lorda.

Dati fiscali

I dati fiscali riguardano il calcolo delle ritenute IRPEF e delle addizionali regionali e comunali applicate alla retribuzione lorda del periodo di riferimento.

Sul cedolino paga sono indicate:
  • la retribuzione lorda imponibile ai fini IRPEF;
  • l'imposta lorda calcolata sulla retribuzione imponibile;
  • le detrazioni, ossia riduzioni di imposta per redditi da lavoro o pensione e familiari fiscalmente a carico (coniuge, figli e altre persone conviventi indicate nell' art .433 del c.c.);
  • la ritenuta IRPEF netta, che corrisponde alla differenza fra l'imposta lorda e le detrazioni spettanti;
  • le addizionali regionali e le addizionali comunali, ossia oneri tributari aggiuntivi destinati alla Regione e al Comune di residenza del lavoratore.

All'interno della sezione dei dati fiscali possono essere presenti anche le voci relative al conguaglio fiscale da 730, che il datore di lavoro accredita o trattiene (a seconda del risultato della dichiarazione) a partire dalla busta paga del mese di luglio.

Le ritenute fiscali totali si ottengono dalla somma algebrica della ritenuta IRPEF netta, l'addizionale regionale, l'addizionale comunale e il conguaglio 730.

Le ritenute totali, invece, si ottengono dalla somma degli oneri sociali e delle ritenute fiscali.

Video tutorial relativo alla trasmissione modelli 730-4 per il conguaglio fiscale in busta paga

Dati previdenziali

Il datore di lavoro deve versare obbligatoriamente i contributi previdenziali (INPS) e assicurativi (INAIL), al fine di garantire al lavoratore le indennità previste in caso di malattia e maternità, cassa integrazione, mobilità, invalidità e pensione di vecchiaia.
Una parte dei suddetti contributi è a carico del lavoratore (oneri sociali) e deve essere esposta nella colonna “ritenute” del cedolino paga.

Trattamenti di fine rapporto (TFR)

Cos'è il trattamento di fine rapporto? Il TFR è una forma di retribuzione differita, che matura durante il corso del rapporto di lavoro e viene pagata al lavoratore dipendente al momento della cessazione, qualunque ne sia la motivazione.

La legge (art. 2120 del c.c.) permette al lavoratore dipendente di richiedere, in costanza di rapporto e per non più di una volta, il pagamento anticipato di una parte del TFR maturato in presenza di determinati requisiti.

All'atto della cessazione del rapporto di lavoro, sul cedolino paga saranno indicati:
  • il TFR maturato durante tutto il corso del rapporto di lavoro, comprensivo della rivalutazione;
  • gli eventuali anticipi già corrisposti;
  • l'imposta dovuta.

Il TFR netto spettante si ottiene sottraendo dal TFR maturato gli anticipi già corrisposti e l'imposta dovuta.

Libro Unico del Lavoro (LUL)

Cos'è il Libro Unico del Lavoro? Nel linguaggio comune è abbastanza frequente l'assimilazione di cedolino paga e LUL, mentre in realtà il primo rappresenta solamente un estratto del secondo.
Infatti, il LUL è un registro (obbligatorio per il datore di lavoro), nel quale devono essere riportati i dati anagrafici (dell'azienda e del lavoratore), i dati retributivi e le presenze del periodo di riferimento.
Il cedolino, invece, non deve necessariamente contenere i dati delle presenze.

Inoltre, per alcune categorie non è previsto l'obbligo di tenuta del LUL: è il caso, ad esempio, del lavoro domestico (colf e badanti) e dei tirocinanti/praticanti.

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Immagine rappresentativa del servizio buste paga

Il controllo del cedolino paga da parte del lavoratore dipendente è sempre opportuno, soprattutto per quanto attiene ai parametri variabili che costituiscono la sezione “retributiva”.

Proprio in questa sezione è possibile che si verifichino degli errori, che il lavoratore deve tempestivamente segnalare al datore di lavoro affinchè questi informi il Consulente del Lavoro di procedere alle opportune correzioni e, laddove necessario, al conguaglio delle somme spettanti.

In particolare, però, è importante che il lavoratore controlli il cedolino quando ci sono delle variazioni normative che impattano sugli oneri sociali e sulle detrazioni. In questo caso è opportuno mettere a confronto il cedolino del mese in cui le variazioni sono state inserite, con quello del mese omologo dell'anno precedente, così da verificare l'effettiva applicazione delle novità. In caso di errore vale quanto detto al paragrafo precedente.

Immagine rappresentativa dei webinar
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Per quanto riguarda il welfare aziendale, inteso come benefit erogati dal datore di lavoro, con l'obiettivo di migliorare il well being dei dipendenti, è noto che non concorrono alla determinazione del reddito se e solo se rispettano i massimali previsti dalla legge per singola tipologia di benefit. In caso di superamento dei massimali, l'intero importo erogato concorre alla determinazione del reddito.

Le tipologie di benefit, che hanno massimali diversi, il cui rispetto consente l'esenzione dal pagamento di tasse e contributi sono: i buoni pasto (novità 2026: la soglia di esenzione fiscale e contributiva dei buoni pasto sale a 10 euro giornalieri; i buoni cartacei rimangono fermi a 4 euro), i buoni per lo shopping, la spesa alimentare, il carburante, ecc. (fringe benefit), l'assistenza sanitaria integrativa, la previdenza complementare, i benefit aziendali universali. Queste tipologie di benefit compaiono nel cedolino paga sono a livello figurativo.

Ci sono poi i benefit a rimborso che, invece, compaiono nel cedolino busta paga ;e concorrono alla determinazione dello stipendio netto; si tratta delle spese che il lavoratore dipendente sostiene per alcune categorie di servizi di welfare, quali ad esempio: assistenza familiare, cultura e tempo libero, formazione, trasporti pubblici, istruzione dei figli.

Infine, ci sono i premi di risultato, che, a fronte di precisi prerequisiti, tra cui l'accordo sindacale, possono essere convertiti dal lavoratore dipendente in welfare aziendale, con il trattamento sopra-citato, oppure essere riscossi in denaro; in questo caso compariranno nel cedolino busta paga, saranno soggetti alla contribuzione ordinaria e ad una tassazione agevolata del 10%.

Vantaggi per il commercialista o il consulente del lavoro:
  • ottimizzare i tempi in studio;
  • ridurre gli archivi cartacei;
  • elaborare il cedolino busta paga in qualsiasi luogo.
Vantaggi per i lavoratori:
  • disponibilità immediata del cedolino;
  • un archivio dei cedolini sempre disponibile;
  • rapidità nel segnalare eventuali inesattezze.
Vantaggi per l'azienda:
  • velocizzare la consegna del cedolino;
  • facilità di provare la consegna del cedolino al lavoratore;
  • rispetto della normativa sulla privacy.

I Commercialisti e i Consulenti del Lavoro che elaborano le buste paga sono condizionati da una variabile critica: il tempo ristretto che intercorre fra la ricezione dei dati necessari per l'elaborazione del cedolino e il momento in cui quest’ultimo deve essere consegnato all'azienda o ai lavoratori, senza contare la necessità di rispettare tutte le scadenze di legge legate alla gestione del personale.

I dati riportati nel foglio presenze fornito mensilmente dalle aziende clienti devono essere verificati e inseriti nel software gestionale per l'elaborazione delle buste paga: tale operazione, unitamente alla correzione delle eventuali anomalie che ne scaturiscono, è onerosa sia in termini di tempo che di costo del personale.
Spesso, inoltre, le aziende clienti si avvalgono di canali differenti per la consegna del foglio presenze e la comunicazione delle correzioni da apportare (e-mail, consegna cartacea, telefono, ecc.), rendendo difficoltoso il monitoraggio e il tracciamento dei dati ricevuti.

L'utilizzo del software elaborazione cedolini paga di OPEN Dot Com, costituisce un grande vantaggio per lo Studio perchè consente, grazie alla condivisione di un unico ambiente digitale sul quale operare, di automatizzare e uniformare l'acquisizione delle presenze dalle aziende clienti.

Un vantaggio altrettanto significativo riguarda le modalità di consegna dei cedolini alle aziende o ai lavoratori.
Con OPEN Dot Com l'elaborazione online dei cedolini paga, infatti, consente di predisporre un'area riservata per le singole aziende clienti e i loro dipendenti, all'interno della quale pubblicare i cedolini e la documentazione ad essi correlata (Modelli F24, prospetti contabili, Certificazioni Uniche, ecc.).
così facendo, si ottimizzano le comunicazioni con le aziende clienti e si preserva la sicurezza dei dati in conformità alla normativa in materia di privacy.

Per ultimo, il software online di OPEN Dot Com non richiede installazione; il suo utilizzo è dunque libero da vincoli e limiti legati alle caratteristiche tecniche del dispositivo impiegato.
Questa caratteristica consente sicuramente un'ampia flessibilità per lo Studio che elabora i cedolini paga, ma presenta vantaggi anche per le aziende e i dipendenti, i quali possono consultare e prelevare la documentazione che li riguarda in qualunque momento.

Quanto costa elaborare un cedolino paga?

I costi dell'elaborazione delle buste paga in outsourcing variano in base alla tipologia: per i lavoratori domestici quali COLF e badanti è di 8 € a cedolino, i cedolini standard hanno un costo di 11 € mentre per le categoria speciali sono a preventivo.

Immagine rappresentativa del servizio Cedolini Standard
Cedolini Standard
a partire da
11
a cedolino
Immagine rappresentativa del servizio Cedolini Categorie speciali
Cedolini Categorie speciali
Chiedi un preventivo
Immagine rappresentativa del servizio Cedolini Colf
Cedolini lavoratori domestici
a partire da
8
a cedolino

Se necessiti di supporto per il collocamento o l’elaborazione di soli adempimenti contattaci.
Per accedere ad assistenza normativa in materia di lavoro affidati al nostro Team.

Esempi di cedolini

Esempio busta paga
standard
Esempio elaborazione cedolini paga Download esempio
Esempio busta paga
categorie speciali
Cedolino busta paga categorie speciali: esempio da scaricare Download esempio
Esempio busta paga
Colf
Cedolino busta paga COLF: esempio da scaricare Download esempio
Esempio busta paga
con maternità
Esempio cedolino busta paga con maternità
Indennità di maternità: durante il congedo pre parto e post parto lo stipendio sarà a carico dell’INPS e pari all’80% della retribuzione del mese precedente all’inizio del congedo.
Esempio busta paga
con malattia
Esempio cedolino busta paga con malattia
Indennità per malattia: in base al settore ed al CCNL applicato, lo stipendio sarà in parte a carico dell’INPS ed in parte a carico del datore di lavoro.
Esempio busta paga
con detrazione figli
Esempio cedolino busta paga con detrazione figli
Le detrazioni per figli a carico al di sotto dei 21 anni sono state inglobate nell’assegno unico e non vengono più erogate in busta paga.
Esempio busta paga
con infortunio
Esempio cedolino busta paga con infortunio
Indennità per infortunio: il giorno dell’infortunio lo stipendio sarà corrisposto al 100% dal datore di lavoro, i successivi 3 giorni lo stipendio scende al 60%, calcolato sulla retribuzione media giornaliera. A partire dal quarto giorno la retribuzione sarà a carico dell’INAIL e resterà al 60% fino al 91esimo, giorno a partire dal quale la retribuzione sarà ridotta al 75%.
Esempio busta paga
agricoltura
Esempio cedolino busta paga agricoltura
Esempio busta paga
con pignoramento
Esempio cedolino busta paga con pignoramento
Esempio busta paga
con fringe benefit
Esempio cedolino busta paga con fringe benefit
Esempio busta paga
con buoni pasto
Esempio cedolino busta paga con buoni pasto

Domande frequenti

Cosa cambia nella busta paga 2026?

Nel 2026 la busta paga si arricchisce di novità che impattano in modo concreto il netto mensile, la gestione contributiva e i meccanismi premiali legati a contratti e welfare. Le modifiche riguardano i seguenti ambiti.

IRPEF 2026: riduzione del secondo scaglione

Dal 2026 l’IRPEF passa a tre aliquote con abbassamento del secondo scaglione: il 33% si applica alla quota di reddito complessivo tra 28.000 e 50.000 euro. A parità di reddito, il risparmio massimo teorico è pari a 440 euro annui (2 punti su 22.000 euro).

Scaglione (euro) Aliquota 2026

fino a 28.000

23%

da 28.000,01 a 50.000

33%

oltre 50.000

43%

In sintesi:
  • l’effetto in busta paga dipende da reddito annuo stimato, conguaglio e detrazioni applicate dal sostituto d’imposta;
  • per redditi complessivi molto elevati (oltre 200.000 euro) è prevista una riduzione di 440 euro di una detrazione su taluni oneri, con possibili impatti in dichiarazione.
Cuneo fiscale: bonus e detrazione aggiuntiva confermati

Nel 2025 è stato sostituito lo sgravio contributivo “secco” con un meccanismo misto: un bonus in busta paga per i redditi più bassi e una detrazione aggiuntiva per il ceto medio. Nel 2026 la struttura resta la stessa: l’importo effettivo dipende dal reddito complessivo annuo e dai conguagli.

Reddito complessivo annuo Misura 2026 (criterio di sintesi)

≤ 8.500

bonus pari al 7,1% del reddito

8.501–15.000

bonus pari al 5,3% del reddito

15.001–20.000

bonus pari al 4,8% del reddito

20.001–32.000

detrazione aggiuntiva pari a 1.000 euro annui

32.001–40.000

detrazione aggiuntiva decrescente fino a zero

> 40.000

nessuna misura aggiuntiva

In sintesi:
  • il riconoscimento avviene via sostituto d’imposta, con eventuale ricalcolo a conguaglio di fine anno o fine rapporto;
  • in presenza di più rapporti di lavoro o redditi non noti al sostituto, è più probabile un conguaglio a debito o a credito.
Premi di risultato e partecipazione agli utili: aliquota all’1% nel 2026–2027

Per i lavoratori dipendenti del settore privato, il regime agevolato dei premi di risultato resta ancorato ai contratti aziendali o territoriali e al deposito secondo le regole vigenti. Per le somme erogate nel 2026 e 2027 l’imposta sostitutiva scende all’1% e il tetto agevolabile sale a 5.000 euro.

Anno di erogazione (criterio di cassa) Aliquota imposta sostitutiva Limite annuo agevolabile

2025

5%

3.000 euro

2026–2027

1%

5.000 euro

In sintesi:
  • restano fermi requisiti e perimetro della disciplina “madre” dei premi di risultato;
  • l’eventuale quota eccedente il limite annuo segue la tassazione ordinaria.
Rinnovi contrattuali: imposta sostitutiva al 5% sugli incrementi retributivi nel 2026
Nel solo 2026, per favorire l’adeguamento salariale al costo della vita, gli incrementi retributivi riconosciuti in attuazione di rinnovi contrattuali sottoscritti dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026 possono essere assoggettati a imposta sostitutiva del 5% (in luogo dell’IRPEF ordinaria), se ricorrono i requisiti e salvo rinuncia scritta del lavoratore:
  • platea: dipendenti del settore privato con reddito di lavoro dipendente 2025 non superiore a 33.000 euro;
  • applicazione: a cura del sostituto d’imposta; conguagli e verifiche a fine periodo d’imposta;
  • opzione: possibile rinuncia scritta, per rientrare nella tassazione ordinaria.
Welfare e benefit: buoni pasto elettronici e fringe benefit
Nel 2026 l’esenzione dei buoni pasto in forma elettronica sale a 10 euro per ticket. Restano inoltre rilevanti i limiti fiscali dei fringe benefit (beni e servizi, incluse alcune utenze rimborsate), da gestire correttamente in payroll per evitare imponibili inattesi:
  • buoni pasto elettronici: esenti fino a 10 euro per ciascun ticket; oltre soglia, la parte eccedente concorre a formare reddito;
  • fringe benefit: attenzione ai limiti annui e al superamento (che può rendere imponibile l’intero valore secondo la disciplina applicabile).
Parametri contributivi INPS 2026 che incidono sul cedolino

Oltre alla componente fiscale, in busta paga incidono i parametri contributivi aggiornati annualmente. Per il 2026 l’INPS ha comunicato valori e soglie utili per il calcolo dei contributi e di alcuni trattamenti collegati.

Parametro Valore 2026 Note operative

minimale retribuzione giornaliera

58,13 euro

soglia minima per imponibile contributivo; utile anche per part-time

massimale annuo base contributiva

122.295 euro

oltre il massimale non si versano contributi IVS su alcune platee (regole specifiche)

contributo aggiuntivo IVS (1%)

oltre 56.224 euro annui

si applica sulla quota di retribuzione eccedente la soglia, dove previsto

In sintesi:
  • i valori devono essere applicati con attenzione alle gestioni e alle categorie (es. iscritti post 1995, spettacolo, sportivi);
  • per i casi particolari fare riferimento a circolari INPS e istruzioni UniEmens.
Bonus mamme 2026: chiarimento operativo
Nel 2026 è previsto un beneficio economico gestito dall’INPS per le lavoratrici madri (dipendenti e autonome), non imponibile fiscalmente e contributivamente. In pratica non è una “decontribuzione” standard in busta paga: richiede domanda ed è corrisposto secondo le modalità previste dalla norma:
  • importo: 60 euro mensili, per ogni mese o frazione di mese di vigenza del rapporto/attività;
  • requisiti principali: almeno due figli e fino al mese del compimento del decimo anno del secondo figlio; oppure più di due figli fino al compimento del diciottesimo anno del figlio più piccolo, con condizioni specifiche;
  • soglia reddito: reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro su base annua;
  • erogazione: per le mensilità da gennaio a novembre 2026 pagamento a dicembre 2026 in unica soluzione (secondo la disposizione).
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