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Malattia e certificato medico: le novità INPS sulla decorrenza

Blog Lavoro
Pubblicato il 15 set 2026
Autore: Elisa Vecchini
Malattia e certificato medico: le novità INPS sulla decorrenza

Per capire la portata pratica di questa Circolare serve cominciare da un esempio.

Il lavoratore/la lavoratrice si ammala lunedì (e avvisa l’azienda che non si presenterà), riesce a farsi visitare martedì e il medico trasmette il certificato nello stesso giorno.

Fino al pre-circolare, se la visita era ambulatoriale, per l’INPS il lunedì restava fuori dalla tutela; se invece la visita era domiciliare, quel giorno poteva essere riconosciuto in presenza di alcune condizioni.

Dal 4 settembre 2026 questa differenza non opera più; la circolare INPS n. 92/2026 estende anche alla visita ambulatoriale la possibilità di riconoscere, ai fini previdenziali, il giorno immediatamente precedente al rilascio del certificato.

Il medico deve indicarlo come data di inizio della malattia e la retroazione non può andare oltre una giornata.

Sabato, domenica e festivi infrasettimanali restano fuori da questa regola.

Sembra una correzione minima ma può diventare problematica: per l’organizzazione che deve attendere almeno due giorni per trarre le proprie conclusioni (il/la dipendente è assente ingiustificato/a o è in malattia) e, a ruota, anche per i consulenti che devono comprendere come muoversi.

Cosa accadeva sino a prima del 4.09

I criteri precedenti a questa nuova Circolare erano quelli della circolare n. 147 del 1996.

Quindi, il giorno precedente l’emissione del certificato solo se conseguiva ad una visita domiciliare.

Sennonché, è cambiato l’assetto dei medici di famiglia, che predefiniscono solo alcuni orari per gli accessi (a volte incompatibili con una richiesta immediata), o che evitano di recarsi fisicamente presso le case private.

È possibile, quindi, che se un/a paziente venga ricevuto/a al martedì non significhi necessariamente che lunedì fosse in grado di lavorare.

La circolare del 2026 prende atto proprio di questo scarto organizzativo.

La soluzione scelta è prudente: non viene aperta una retrodatazione libera (che aprirebbe a ben altre problematiche), ma si ammette un solo giorno feriale.

È un modo per non far ricadere automaticamente sulle persone il ritardo dell’accesso al medico.

Un giorno indietro

Potrebbe apparire una duplicazione di quanto sin qui indicato ma è opportuno ribadire la regola.

Il medico coinvolto non acquista un generale potere di coprire periodi pregressi. Il certificato continua a riportare il giorno della visita ma gli è consentito indicare come giorno della decorrenza iniziale quello precedente.

E questa modalità operativa viene accettata.

Se nell’esempio precedente “lunedì-martedì” il lunedì è già considerarsi malattia, allo stesso modo non è per il “venerdì-lunedì”, perché il fine settimana resta affidato alla possibilità di rivolgersi alla continuità assistenziale. Inoltre, un certificato del mercoledì non può coprire il lunedì.

INPS e rapporto di lavoro: attenzione a non sovrapporre i piani

Appare, a questo punto, utile una precisazione. La circolare interviene sulla tutela previdenziale: decorrenza dell’evento, indennizzabilità, carenza e periodo assistibile.

Non entra nel merito degli obblighi di comunicazione dell’assenza nei confronti del datore di lavoro.

Il lavoratore continua a dover avvisare l’azienda secondo il CCNL, il regolamento e le procedure applicabili. Se il certificato del martedì viene riconosciuto dall’INPS dal lunedì, ciò non rende automaticamente irrilevante un’omessa comunicazione del lunedì. Allo stesso modo, l’azienda non può concludere che l’assenza fosse ingiustificata solo perché il certificato è stato emesso il giorno successivo.

Un solo giorno può incidere su molto più di quanto sembri

La questione non si esaurisce nell’indennità.

E qui, saranno interessanti i riflessi della portata di questa novità.

Infatti, anche un solo giorno può incidere sulla carenza, sul conteggio del comporto, sul trattamento economico previsto dal CCNL e, nei casi più delicati, sulla valutazione disciplinare dell’assenza.

Per questo motivo, nelle procedure interne, si deve prestare attenzione a distinguere i piani e a istituire regole precise per le comunicazioni delle assenze.

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