Lo schema di decreto legislativo per l’adeguamento al
Regolamento UE 2024/1689 (AI Act), approvato in esame preliminare il 10
giugno 2026, introduce importanti novità per le professioni ordinistiche.
Tra le misure previste, assume particolare rilievo il rafforzamento della
formazione sull’intelligenza artificiale, destinata ad entrare stabilmente
nei percorsi formativi iniziali e nella formazione continua.
Entro sei mesi dall’entrata in vigore del decreto, i
Consigli nazionali dovranno definire contenuti, modalità di erogazione e
periodicità dei corsi. I percorsi formativi dovranno affrontare non solo
gli aspetti operativi legati all’utilizzo degli strumenti di AI, ma anche le
implicazioni normative, etiche e deontologiche. L’obiettivo è favorire un impiego
consapevole delle tecnologie, nel rispetto delle responsabilità
professionali e del principio di centralità del giudizio umano.
Un
cambiamento già in corso negli studi professionali
Il provvedimento si inserisce in uno scenario già in rapida
evoluzione. Sempre più studi stanno infatti sperimentando soluzioni basate
sull’intelligenza artificiale per migliorare efficienza e qualità
del servizio.
In questo contesto, sviluppare competenze specifiche sull'AI
significa prepararsi ad affrontare con maggiore consapevolezza i cambiamenti
organizzativi, tecnologici e normativi che interesseranno la professione nei
prossimi anni.
Proprio per accompagnare i professionisti, OPEN ha già
attivato corsi dedicati all’intelligenza artificiale, accreditati ai fini
della formazione professionale continua. I percorsi sono progettati per fornire
competenze pratiche e applicabili all’attività quotidiana dello studio, con il
fine ultimo di comprendere opportunità, limiti e responsabilità connesse
all’utilizzo di queste tecnologie.