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Le imposte di successione calcolate nel Quadro EF della dichiarazione di successione

Una guida pratica alla sezione del modello che riepiloga il carico fiscale della successione, con focus su imposta di successione, imposte ipotecaria e catastale, tassa ipotecaria, imposta di bollo e importi complessivamente dovuti.

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Il Quadro EF della dichiarazione di successione è la sezione del modello dedicata alla liquidazione delle imposte e degli altri tributi dovuti in relazione alla successione. In questo quadro si quantificano, in particolare, i tributi dovuti in autoliquidazione, come imposta di successione, imposta ipotecaria, imposta catastale, tasse ipotecarie e imposta di bollo, oltre agli eventuali importi collegati alla presentazione della dichiarazione.

Il Quadro EF rappresenta quindi il punto di sintesi della dichiarazione, perché è qui che si determina il carico fiscale complessivo della pratica. Anche se il sistema elabora automaticamente gran parte dei calcoli, resta essenziale verificare con attenzione quote ereditarie, franchigie, passività deducibili e agevolazioni spettanti, poiché da questi elementi dipende la corretta liquidazione delle somme dovute.

Immagine rappresentativa del Software dichiarazione di successione
Software dichiarazione di successione
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279,00 €
Tipologie di imposte liquidate nel Quadro EF
Imposta / tributo Definizione Come si calcola

Imposta di successione

è il tributo principale dovuto per il trasferimento di beni e diritti mortis causa a favore di eredi e legatari;

per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025 si autoliquida applicando l’aliquota prevista in base al rapporto di parentela al valore imponibile netto devoluto a ciascun beneficiario, tenendo conto delle franchigie spettanti;

Imposta ipotecaria

è il tributo collegato alle formalità relative agli immobili trasferiti in successione;

in via ordinaria si applica in misura proporzionale sul valore degli immobili trasferiti; se ricorrono i requisiti “prima casa”, si applica in misura fissa di 200 euro;

Imposta catastale

è il tributo dovuto per l’aggiornamento catastale degli immobili caduti in successione;

in via ordinaria si applica in misura proporzionale sul valore degli immobili; se spettano i benefici “prima casa”, si applica in misura fissa di 200 euro;

Tassa ipotecaria

è il tributo connesso ai servizi di pubblicità immobiliare collegati alla formalità;

normalmente è dovuta in misura fissa; nella prassi operativa di successione il riferimento ricorrente è 35 euro;

Imposta di bollo

è il tributo dovuto per la formalità/documentazione collegata alla presentazione della pratica;

nella gestione della formalità ipotecaria i riferimenti di prassi riportano importi in misura fissa; per le formalità immobiliari il valore ricorrente richiamato nelle FAQ dell’Agenzia è 59 euro, mentre in altri contesti documentali immobiliari l’Agenzia richiama anche 155 euro; per questo conviene sempre verificare il dato risultante dal software/servizio telematico usato per la specifica pratica;

Imposta di successione: cos'è e come si calcola

L’imposta di successione è il tributo dovuto sul trasferimento di beni e diritti a causa di morte. In altre parole, si applica quando il patrimonio del defunto viene devoluto a eredi o legatari e colpisce il valore netto di quanto trasferito, secondo regole che tengono conto del grado di parentela e delle eventuali franchigie spettanti.

Dal punto di vista pratico, per calcolarla occorre partire dal valore complessivo dell’asse ereditario, sommare i beni e i diritti dichiarati, sottrarre le passività deducibili e determinare così il patrimonio netto imponibile. Su questa base si individua poi la quota attribuita a ciascun beneficiario, perché l’imposta non si calcola in modo indistinto sull’intera eredità, ma tenendo conto di quanto spetta al singolo erede o legatario.

Per capire come si calcola l’imposta di successione, è utile partire da aliquote e franchigie. L’imposta, infatti, non è uguale per tutti: varia in base al rapporto di parentela con il defunto e si applica, quando prevista, solo sulla parte di valore che supera la franchigia spettante.

Le aliquote variano in base al rapporto tra defunto e beneficiario. Per coniuge e parenti in linea retta l’aliquota è del 4%, con franchigia di 1.000.000 di euro per ciascun beneficiario. Per fratelli e sorelle l’aliquota è del 6%, con franchigia di 100.000 euro per ciascun beneficiario. Per altri parenti fino al quarto grado e per affini nei limiti previsti dalla legge, l’aliquota è del 6% senza franchigia; per gli altri soggetti l’aliquota è dell’8% senza franchigia. È inoltre prevista una franchigia più elevata, pari a 1.500.000 euro, nei casi indicati dalla legge per beneficiari con disabilità riconosciuta.

Beneficiario Aliquota Franchigia Come si applica

coniuge e parenti in linea retta;

4%;

1.000.000 euro per ciascun beneficiario;

l’imposta si calcola solo sulla parte del valore netto che supera la franchigia;

fratelli e sorelle;

6%;

100.000 euro per ciascun beneficiario;

l’imposta si applica solo sulla quota eccedente la franchigia;

altri parenti fino al quarto grado e affini in linea retta, nonché affini in linea collaterale fino al terzo grado;

6%;

nessuna;

l’imposta si applica sull’intero valore netto devoluto;

altri soggetti;

8%;

nessuna;

l’imposta si applica sull’intero valore netto devoluto;

persona con disabilità riconosciuta grave ai sensi della legge n. 104/1992;

aliquota ordinaria in base al rapporto di parentela;

1.500.000 euro;

prima si verifica la franchigia maggiorata, poi si applica l’aliquota prevista per il rapporto con il defunto;

In termini semplici, il meccanismo è questo: si prende il valore netto spettante al singolo erede, si verifica se esiste una franchigia, si tassa solo l’eventuale parte che la supera e si applica l’aliquota corrispondente. Ad esempio, se un figlio eredita beni per 800.000 euro, l’imposta di successione non è dovuta, perché il valore resta entro la franchigia di 1.000.000 di euro; se invece eredita 1.200.000 euro, l’imposta si applica solo su 200.000 euro, con aliquota del 4%.

Per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025, l’imposta di successione è autoliquidata dal contribuente direttamente nella dichiarazione, e quindi rientra anche nella logica del Quadro EF come parte del calcolo complessivo delle somme dovute. Per le successioni aperte prima di tale data, invece, l’imposta continua a essere liquidata dall’ufficio competente.

È importante non confondere l’imposta di successione in senso stretto con le altre somme che possono essere dovute in occasione della pratica successoria. Accanto a questo tributo, infatti, possono trovare applicazione anche imposta ipotecaria, imposta catastale, tassa ipotecaria e imposta di bollo. Nel linguaggio comune si parla spesso di “imposte di successione” per indicare l’insieme di tutti questi importi, ma sul piano tecnico l’imposta di successione è solo una delle voci possibili.

Immagine rappresentativa del software per la dichiarazione di successione

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