Domande frequenti
Cos’è la successione?
La successione è il passaggio dei rapporti giuridici e patrimoniali di una persona deceduta ai soggetti che le subentrano, come eredi e legatari.
Può riguardare beni, diritti, crediti e debiti del defunto e si apre al momento della morte. La successione può essere legittima, quando è regolata dalla legge in assenza di testamento, oppure testamentaria, quando il defunto ha disposto dei propri beni con testamento.
La dichiarazione di successione è invece l’adempimento fiscale collegato alla successione: serve a comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati del defunto, dei beneficiari, dei beni e delle imposte eventualmente dovute.
Qual è la differenza tra dichiarazione di successione, denuncia di successione e atto di successione?
La dichiarazione di successione è il termine corretto per indicare l’adempimento fiscale con cui, quando dovuto, si comunicano all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alla successione di una persona deceduta.
La denuncia di successione è un’espressione ancora usata nel linguaggio comune e professionale, ma nella pratica indica lo stesso adempimento fiscale.
L’espressione atto di successione è meno precisa: può riferirsi alla pratica successoria, alla copia della dichiarazione o ad altri documenti collegati. Per l’adempimento fiscale è preferibile usare il termine dichiarazione di successione.
Quando la dichiarazione di successione non è obbligatoria?
La dichiarazione non deve essere presentata solo quando ricorrono contemporaneamente tutte queste condizioni:
- l’eredità è devoluta al coniuge e/o ai parenti in linea retta del defunto;
- il valore dell’attivo ereditario lordo non supera 100.000 euro;
- l’eredità non comprende beni immobili né diritti reali immobiliari.
Se manca anche una sola di queste condizioni, la dichiarazione di successione deve essere presentata.
La dichiarazione va presentata anche se non ci sono imposte da pagare?
Sì. La dichiarazione di successione può essere dovuta anche quando l’imposta di successione non deve essere versata, ad esempio per effetto delle franchigie. L’esonero dalla presentazione opera solo se ricorrono tutte le condizioni previste.
Qual è la differenza tra eredi, chiamati all’eredità e legatari?
I chiamati all’eredità sono le persone indicate dalla legge o dal testamento come possibili successori del defunto, ma non hanno ancora accettato l’eredità.
Gli eredi sono i chiamati che accettano l’eredità e subentrano nei rapporti patrimoniali del defunto, compresi eventuali debiti.
Il legatario riceve invece uno o più beni specifici per testamento, senza subentrare nell’intera massa ereditaria.
Posso fare la successione solo per la mia quota?
No. La dichiarazione di successione è unica per la successione del defunto e viene identificata tramite il suo codice fiscale. Se più soggetti sono obbligati alla presentazione, è sufficiente che la presenti uno solo di essi, indicando anche gli altri eredi, chiamati o legatari coinvolti.
Presentare la dichiarazione di successione significa accettare l’eredità?
No. La dichiarazione di successione è un adempimento fiscale; l’accettazione dell’eredità è un atto giuridico distinto, che può avvenire espressamente, tacitamente o con beneficio d’inventario.
Quali beni sono esclusi dalla dichiarazione di successione?
Alcuni beni e diritti non concorrono a formare l’attivo ereditario ai fini della dichiarazione. Tra questi rientrano, nei casi previsti dall’art. 12 del D.Lgs. 346/1990:
- le indennità spettanti per diritto proprio agli eredi in base a rapporti previdenziali o assicurativi;
- i crediti contestati giudizialmente, fino al loro riconoscimento;
- i crediti verso lo Stato e gli enti pubblici, fino al riconoscimento dell’amministrazione debitrice;
- i beni culturali, alle condizioni previste dalla normativa;
- i titoli del debito pubblico e altri titoli equiparati;
- i veicoli iscritti al PRA.
Si può fare la dichiarazione di successione da soli o serve il notaio?
Sì, la dichiarazione può essere presentata direttamente dal contribuente tramite i servizi online dell’Agenzia delle Entrate, accedendo con SPID, CIE o CNS. In alternativa, la pratica può essere gestita con un software dedicato oppure tramite un intermediario abilitato.
Il notaio non è sempre obbligatorio, ma può essere necessario o opportuno nei casi più complessi, ad esempio in presenza di testamenti, atti da predisporre, immobili, passività, più eredi o situazioni patrimoniali particolari.
Dove si trova il modello della dichiarazione di successione e quando serve il Modello 4?
Il modello ordinario è quello telematico denominato Dichiarazione di successione e domanda di volture catastali, disponibile tramite i servizi online dell’Agenzia delle Entrate e utilizzato per compilare e inviare la pratica.
Il Modello 4 cartaceo resta previsto per le successioni aperte prima del 3 ottobre 2006 e per modificare, integrare o sostituire dichiarazioni già presentate con lo stesso modello.
Che differenza c’è tra ricevuta telematica e attestazione di avvenuta presentazione?
La ricevuta telematica attesta l’esito della trasmissione. L’attestazione di avvenuta presentazione è invece la copia conforme della dichiarazione e può essere utile, ad esempio, per svincolare conti correnti, titoli o altri rapporti intestati al defunto.