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730 e precompilato 2026: scadenze, novità e istruzioni

Guida alla dichiarazione dei redditi 2026

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La scadenza per la presentazione del Modello 730/2026, relativo ai redditi 2025, è fissata al 30 settembre 2026. Entro questa data è possibile trasmettere la dichiarazione sia in versione precompilata sia in versione ordinaria, a seconda del canale scelto (area riservata, CAF o professionista abilitato).

Immagine rappresentativa dell'invio 730

Scadenze 2026

30 aprile 2026
L’Agenzia delle Entrate rende disponibile online il Modello 730 precompilato; in questa fase il contribuente può già consultare i dati presenti (redditi, oneri, spese sanitarie, interessi mutuo, ecc.).
15 maggio 2026
Da questa data si può accettare, modificare e inviare la dichiarazione precompilata tramite l’area riservata del sito dell’Agenzia; è anche il momento giusto per verificare eventuali informazioni mancanti o da correggere.
30 settembre 2026
Termine ultimo per l’invio del Modello 730, sia precompilato sia ordinario, per tutti i contribuenti (dipendenti e pensionati); oltre questa data, la dichiarazione non è più trasmissibile con il 730 e vanno valutate le alternative previste (es. dichiarazione correttiva o modello Redditi, se applicabile).

Novità 730 2026

Ecco cosa cambia nella dichiarazione dei redditi 2026:
  • vengono modificate le aliquote IRPEF;
  • cambia il modo di sommare la detrazione da lavoro dipendente, la somma aggiuntiva esente (fino a 20.000 €) e l’ulteriore detrazione (20.000–40.000 €);
  • si restringe la fascia dei familiari a carico;
  • vengono introdotti due nuovi righi relativi al quadro T per le cripto-attività.
CAF Do.C.

L’impostazione del legislatore è triplice: semplificare i dichiarativi, concentrare gli aiuti sui redditi medio-bassi e rivedere il sistema dei familiari a carico, allineandolo all’Assegno Unico.

Per il contribuente medio è difficile capire “a occhio” se, tra busta paga e dichiarazione, sia stato applicato tutto ciò che spetta. Il tema diventa ancora più delicato con rapporti di lavoro iniziati o terminati in corso d’anno, oppure con figli che entrano ed escono dalle soglie 21–30 anni.

Il 730 non è più solo la somma di scontrini e ricevute, ma un check-up del profilo fiscale complessivo: reddito, famiglia, patrimonio estero, cripto, fringe benefit, bonus affitto e trasferimenti per lavoro si intrecciano su più quadri.

In questo scenario, affidarsi a un professionista o a un CAF strutturato significa non solo compilare correttamente il modello, ma tradurre le nuove regole in: netto mensile, rimborsi effettivi e scelte più consapevoli per l’anno successivo.

IRPEF, detrazione lavoro dipendente e nuovo bonus fino a 960 €

Aliquote e detrazione lavoro dipendente
La struttura a tre aliquote IRPEF viene confermata anche per i redditi 2025:
  • 23% fino a 28.000 €;
  • 35% tra 28.000 e 50.000 €;
  • 43% oltre 50.000 €.
La vera novità, però, per i dipendenti è nel combinato tra nuova detrazione e misure aggiuntive in busta paga:
  • la detrazione per lavoro dipendente dell’art. 13 TUIR sale a 1.955 € per i redditi fino a 15.000 €.
  • la no tax area per i dipendenti viene di fatto allineata a 8.500 €, come già avviene per i pensionati, con un effetto diretto sul 730/2026: per molti rapporti part-time l’imposta lorda può risultare azzerata.
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Somma aggiuntiva esente: come funziona nella pratica
Accanto alla detrazione, la Legge di Bilancio 2025 introduce una somma aggiuntiva esentasse per i soli redditi di lavoro dipendente fino a 20.000 €.
La somma non concorre alla formazione del reddito imponibile e viene riconosciuta dal datore di lavoro, sulla base del reddito rapportato ad anno, con queste percentuali:
  • 7,1% se il reddito di lavoro dipendente non supera 8.500 €;
  • 5,3% se il reddito è sopra 8.500 € e fino a 15.000 €;
  • 4,8% se il reddito è sopra 15.000 € e fino a 20.000 €.

Attenzione a un punto spesso frainteso: la fascia percentuale si determina sul reddito annuo teorico rapportato ad anno, ma la percentuale si applica al reddito di lavoro dipendente effettivamente maturato.

Ad esempio, un dipendente con reddito annuo di 16.000 € vedrà applicata l’aliquota del 4,8% a tutto il proprio reddito di lavoro, in quanto ricade nella fascia oltre 15.000 e fino a 20.000 €.
La somma esente teorica sarà quindi pari a 768 € (16.000 × 4,8%), da rapportare al periodo di lavoro effettivo se l’anno non è completo.

In pratica, tra nuova detrazione e somma esente, il “cuneo fiscale” si alleggerisce in modo percepibile per chi sta sotto i 20.000 €, ma il 730 diventa il momento in cui verificare se quanto riconosciuto in busta paga è corretto.

Ulteriore detrazione per redditi 20.000–40.000 €
Per i dipendenti con reddito complessivo tra 20.000 e 40.000 € è prevista una ulteriore detrazione IRPEF rapportata al periodo di lavoro:
  • tra 20.000 e 32.000 € l’ulteriore detrazione teorica è pari a 1.000 €;
  • tra 32.001 e 40.000 € l’importo decresce con una formula lineare fino ad azzerarsi oltre i 40.000 €, tipicamente: 1.000 × (40.000 – reddito complessivo) / 8.000, da rapportare al periodo di lavoro.

Anche questa misura può non essere stata riconosciuta in tutto o in parte in busta paga (per prudenza del sostituto), e il 730/2026 diventa lo strumento per recuperarla a consuntivo, generando un rimborso aggiuntivo in sede di conguaglio.

Familiari a carico: la mini-rivoluzione

Qui la riforma è più netta e tocca direttamente la pianificazione fiscale delle famiglie.
Figli: solo 21–30 anni (salvo disabili)
Dal periodo d’imposta 2025, recepito nel 730/2026, la detrazione per figli a carico si concentra su una platea molto più ristretta:
  • figli di età pari o superiore a 21 anni e inferiore a 30 anni;
  • figli disabili, per i quali non opera più alcun limite di età.

In pratica, i figli oltre i 30 anni non possono più essere fiscalmente a carico, a meno che siano riconosciuti disabili: escono quindi dalle detrazioni per carichi di famiglia anche se non lavorano o hanno redditi minimi.
Per questi figli “21–30” e per i figli disabili resta la detrazione base (circa 950 € per figlio), modulata in base al reddito complessivo del genitore, con specifiche maggiorazioni in presenza di disabilità e, dove previsto, di età più bassa.

I figli minori di 21 anni non danno più diritto alla detrazione per carichi di famiglia, perché già coperti dall’Assegno Unico; tuttavia, vanno comunque indicati nel quadro familiari del 730 per collegare correttamente le spese detraibili (mediche, sportive, istruzione, ecc.).

In conclusione, il genitore con un figlio di 31 anni laureato ma ancora senza lavoro che fino al 2024 veniva indicato come familiare a carico, nel 730/2026 non potrà più farlo, salvo che il figlio sia disabile ai sensi della normativa di riferimento.

Limiti di reddito e altri familiari
Restano confermate le soglie reddituali per considerare un familiare fiscalmente a carico:
  • 4.000 € per i figli fino a 24 anni.
  • 2.840,51 € per i figli sopra i 24 anni e per gli altri familiari.

La vera stretta riguarda gli “altri familiari”: dal 2025–2026, la detrazione per carichi di famiglia si concentra solo sugli ascendenti conviventi (genitori, nonni), mentre escono dal perimetro detraibile fratelli, sorelle, suoceri, generi e nuore, salvo il diverso regime di certe spese sostenute nel loro interesse.

Nel prospetto dei familiari a carico del 730, la codifica distingue:
  • il codice specifico per gli ascendenti (genitori, nonni) conviventi,
  • un diverso codice per gli altri familiari non ascendenti, per i quali non spetta più la detrazione per carichi di famiglia ma restano possibili le detrazioni per oneri sostenuti nel loro interesse (spese mediche, assistenza, ecc.) se ne ricorrono i presupposti.

Quindi molte famiglie che finora caricavano fratelli o suoceri con redditi molto bassi non vedranno più quella detrazione nel 730/2026, pur potendo ancora portare in detrazione le spese sostenute per loro, se previste dal TUIR.

Quadro T: due nuovi righi relativi alle cripto-attività

Nel 730/2026 (redditi 2025) il Quadro T introduce una novità mirata sulle cripto-attività: arriva la “Sezione X – cripto-attività: valutazione al valore normale”, con i nuovi righi T118 e T119.

Questi righi servono a gestire i casi in cui il valore fiscale deve essere determinato agganciandosi al valore normale e, di conseguenza, va indicata l’imposta dovuta, con le relative modalità di versamento e rateizzazione previste dal modello.

In sostanza, l’Agenzia rende più esplicita e tracciabile nel 730 la valorizzazione delle cripto secondo il criterio del valore normale, richiamando l’art. 9 del TUIR e collegandolo alle cripto-attività richiamate dall’art. 67, comma 1, lett. c-sexies, TUIR.

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Il modello 730 precompilato 2026

Quando è disponibile il 730 precompilato 2026? L'Agenzia delle Entrate rende disponibile sul proprio sito la dichiarazione precompilata, con i dati in suo possesso, a partire dal 30 aprile 2026. In alternativa si può utilizzare il nostro servizio per la richiesta del 730 precompilato.

Cosa contiene

Quali dati sono presenti nel 730 precompilato? La dichiarazione precompilata messa a disposizione dell'Agenzia delle Entrate contiene:
  • i dati della Certificazione Unica;
  • gli oneri deducibili o detraibili e i rimborsi (es. spese sanitarie, interessi passivi su mutuo, premi assicurativi, contributi versati a forme di previdenza complementare, spese di istruzione, erogazioni liberali, ecc...);
  • alcune informazioni disponibili nella dichiarazione dell’anno precedente: dati terreni/fabbricati, oneri pluriennali, eccedenze;
  • altri dati presenti in Anagrafe Tributaria (es. pagamenti e compensazioni effettuati con F24).
  • la liquidazione delle imposte - modello 730-3;
  • apposito prospetto, detto anche foglio informativo, con l’indicazione:
    • sintetica dei dati contenuti nella dichiarazione precompilata e delle relative fonti di provenienza;
    • delle informazioni incomplete - non utilizzate;
    • delle informazioni incongruenti - non utilizzate.

Cosa non contiene

Quali informazioni non sono presenti nel 730 precompilato? Le informazioni che potrebbero mancare o essere scorrette nella dichiarazione precompilata attengono agli argomenti: redditi, spese detraibili, altri dati e bonus e assegni. Di seguito una rapida disamina per categoria.

Redditi

  • Redditi da lavoro dipendente: alcuni datori di lavoro potrebbero non aver trasmesso all'Agenzia delle Entrate tutti i dati necessari;
  • Redditi da lavoro autonomo: i redditi per attività occasionali o di natura diversa da quelle professionali potrebbero non essere precompilati;
  • Redditi da terreni e fabbricati: i redditi per terreni o fabbricati non locati potrebbero non essere precompilati.

Altri redditi: alcuni tipi di redditi, come quelli derivanti da partecipazione a società di capitali, potrebbero non essere precompilati

Spese detraibili

  • Spese detraibili per ristrutturazioni edilizie: in caso di lavori effettuati nel 2025, le informazioni precompilate potrebbero dover essere integrate con le fatture e le ricevute;
  • Spese detraibili per prestazioni mediche: alcune spese mediche, come ad esempio quelle per visite specialistiche o interventi chirurgici, potrebbero non essere precompilate;
  • Spese detraibili per istruzione: le spese per l'iscrizione a scuole o università potrebbero non essere precompilate.

Altri oneri detraibili: alcuni tipi di oneri detraibili, come ad esempio le spese per interessi passivi sui mutui, potrebbero non essere precompilati.

Altri dati

  • anagrafici: potrebbero non essere corretti;
  • situazione familiare: la situazione familiare (coniuge, figli, etc.) potrebbe non essere correttamente riportata;
  • dichiarazioni sostitutive: alcune dichiarazioni sostitutive, come ad esempio quella per l'esenzione dall'IMU, potrebbero dover essere integrate.

Bonus e assegni

  • Bonus edilizi: per i bonus edilizi fruiti nel 2025, le informazioni precompilate potrebbero dover essere integrate con le relative ricevute o fatture;
  • Assegni familiari: i relativi importi potrebbero non essere precompilati.

I vantaggi del precompilato 730

Come per gli scorsi anni richiedere il modello precompilato comporta diversi vantaggi sia per il contribuente sia per il consulente che predispone la dichiarazione dei redditi, i vantaggi più evidenti si traducono fondamentalmente nella riduzione di errori e nel maggiore compenso che l’Agenzia delle Entrate riconosce all’intermediario e, a seguito dell’entrata in vigore della Legge n. 122/2022 (c.d. Decreto Semplificazioni), è stato previsto che il contribuente non debba più conservare documentazione a supporto delle spese mediche presenti nel precompilato (in quanto fa fede l’importo ivi indicate).

Eventuali giustificativi di spesa dovranno essere conservati ed eventualmente consegnati all’Agenzia delle Entrate in caso di richiesta solo per le spese mediche inserite in aggiunta rispetto a quelle del precompilato.
Questo non è un vantaggio da sottovalutare.

Immagine rappresentativa del 730 precompilato
730 precompilato
Per te il modello 730 precompilato significa:
  • nuove ed onerose attività da svolgere?
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Modalità di accesso al 730 precompilato

Contribuente

Il provvedimento specifica che per accedere al 730 precompilato i contribuenti possono utilizzare una delle tre modalità di autenticazione universali, SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta di Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi).
Per i cittadini, a partire dal 1° ottobre 2021 non è più possibile utilizzare le credenziali di Fisconline.
Solo i cittadini residenti all’estero, non in possesso di un documento di riconoscimento italiano, possono ancora utilizzare il PIN dispositivo rilasciato dall’INPS.

Commercialista

La procedura della soluzione OPEN prevede le seguenti operazioni da eseguire nell’ordine:
  1. selezionare da menù Richiedi i 730 precompilati per accedere all’area riservata del servizio dove è presente l’Elenco richieste;
  2. stampare le deleghe di uno o più nominativi presenti nell’elenco selezionando il pulsante Stampe - Stampa delega;
    Se uno o più nominativi non sono presenti nell’elenco è necessario caricarli preventivamente selezionando il pulsante Gestione richieste;
  3. trasmettere i documenti se non già presenti con la funzione di upload documenti presente per singolo contribuente oppure, utilizzando la procedura massiva in “Gestione richieste” “Caricamento documenti”;
  4. per le richieste in stato “completa” completare la procedura selezionando il pulsante Inoltra richieste.

Delega ai CAF

Il provvedimento conferma quasi tutte le disposizioni già applicabili lo scorso anno, compresa la delega ai CAF e professionisti abilitati.
I soggetti delegati, devono acquisire la delega, unitamente a copia di un documento di identità del delegante.

La delega per l’accesso al 730 precompilato deve contenere le seguenti informazioni:
  • il codice fiscale e i dati anagrafici del contribuente;
  • l’anno d’imposta cui si riferisce la dichiarazione;
  • la data di conferimento della delega;
  • l’indicazione che la delega si estende, oltre all’accesso alla dichiarazione dei redditi precompilata, anche alla consultazione dell’elenco delle informazioni aggiuntive.
Nel caso in cui il contribuente voglia utilizzare la modalità ordinaria di compilazione e presentazione della dichiarazione e pertanto non intenda avvalersi del modello 730 precompilato, il CAF o il professionista abilitato, deve acquisire idonea documentazione da cui si evinca la mancata autorizzazione da parte del contribuente all’accesso e alla consultazione della dichiarazione precompilata.
Dal momento che lo stato di emergenza da COVID-19 si è concluso in data 31 marzo 2022, il provvedimento non prevede più la possibilità di svolgere l’assistenza fiscale a distanza, in base alle disposizioni dell’art. 25 del D.L. 8 aprile 2020 n. 23. Pertanto, per CAF e intermediari abilitati non è più possibile acquisire in via telematica la copia per immagine della delega per l’accesso alla precompilata.
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CAF Do.C., controllata da OPEN Dot Com, svolge attività di assistenza fiscale con autorizzazione del Ministero delle Finanze ed è iscritta al n. 44 dell’elenco dei CAF dipendenti dell'Agenzia delle Entrate.

La dichiarazione 730 semplificata

Caratteristiche della dichiarazione semplificata rispetto al precompilato:
Decade la compilazione del modello 730.
I contribuenti dovranno solo confermare o modificare i dati precompilati dall'Agenzia delle Entrate.
L'Agenzia delle Entrate metterà a disposizione, a partire da maggio, un questionario semplice e intuitivo per la conferma dei dati.
Non è necessaria la firma di un CAF o di un professionista.

Modalità di accesso per il contribuente

I dipendenti e pensionati potranno accedere alla dichiarazione 730 semplificata tramite:
  • SPID, CIE o CNS
  • App Agenzia Entrate
  • Sito web dell'Agenzia delle Entrate
All'interno del questionario, i contribuenti dovranno confermare o modificare:
  • Redditi da lavoro dipendente e pensione
  • Spese detraibili (ad esempio, spese mediche, interessi passivi su mutui)
  • Altri dati (ad esempio, situazione familiare, bonus edilizi)

I contribuenti potranno modificare dati errati o inserire dati mancanti direttamente nel questionario. La dichiarazione 730 semplificata sarà considerata inviata, dopo la conferma dei dati.

Immagine rappresentativa dei webinar
Webinar sul 730
Corsi di formazione professionale continua per commercialisti sul 730. Nei webinar sono trattati i seguenti argomenti: panoramica sul modello, agevolazioni fiscali, detrazioni edilizie, bonus, monitoraggio investimenti, attività detenute all'estero e molto altro.
Formazione
a distanza

Modalità di correzione del modello 730

È possibile correggere un 730? La correzione di un 730 già inviato può avvenire tramite uno dei seguenti modelli. Se si desidera un approfondimento è possibile consultare la guida su come modificare un 730 già regolarmente inviato all’Agenzia delle Entrate.
Tipo di modello Quando si usa Scadenze
730 Rettificativo Se l'errore è del CAF o del professionista (non da nuovi documenti). Entro 11 novembre (anno corrente) o anche oltre per anni precedenti.
730 Integrativo Se la correzione deriva da nuovi documenti e comporta un maggior credito, minor debito o invarianza. Entro 25 ottobre.
Modello Redditi PF Se la correzione da nuovi documenti comporta un minor credito o maggior debito, oppure se si è oltre il 25 ottobre. Correttiva nei termini: entro il 31 ottobre.
Integrativa ordinaria:   entro la scadenza per il Modello Redditi PF 2026 dell'anno dopo.
Integrativa art. 2, comma 8 DPR 322/1998: entro il 31 dicembre del quinto anno successivo.

I quadri che compongono il 730

Il Modello 730 è strutturato in quadri, ciascuno dedicato a una specifica categoria di dati: redditi (terreni, fabbricati, lavoro), oneri detraibili o deducibili, crediti d’imposta, acconti e ritenute, fino ad arrivare alle sezioni dedicate a particolari casistiche come attività estere, plusvalenze finanziarie e comunicazioni condominiali. La tabella seguente offre una vista rapida per capire a cosa serve ogni quadro e quali informazioni, in pratica, vengono normalmente inserite.

Quadro A cosa serve Contenuto
Frontespizio dati anagrafici, familiari, sostituto, firme e opzioni di invio dichiarante/coniuge, domicilio fiscale, scelta 8/5/2 per mille
A redditi dei terreni (redditi fondiari) dominicale/agrario, terreni in possesso
B redditi dei fabbricati + dati immobili rendite, canoni, cedolare secca, abitazione principale
C redditi di lavoro dipendente e assimilati (incluse pensioni) CU: redditi, ritenute, addizionali, trattamento integrativo
D altri redditi redditi diversi/casistiche previste dal modello (es. alcune locazioni brevi, ecc.)
E oneri e spese (detrazioni e deduzioni) spese sanitarie, interessi mutuo, spese scolastiche, bonus edilizi, erogazioni liberali, previdenza, spese per l'istruzione universitaria.
F acconti, ritenute, eccedenze e altri dati ritenute da CU, acconti versati, eccedenze da anni precedenti
G crediti d’imposta crediti specifici previsti dal modello (in base alle casistiche)
I imposte da compensare utilizzo in compensazione (F24) delle imposte risultanti dal 730, se previsto
L ulteriori dati informazioni aggiuntive richieste dal modello per specifiche agevolazioni/casi
W investimenti e attività estere attività estere, IVIE/IVAFE e dati di monitoraggio, se dovuti
M tassazione separata / imposta sostitutiva + rivalutazione terreni TFR/arretrati (se rientrano), rivalutazioni previste dal modello
T plusvalenze di natura finanziaria capital gain e fattispecie finanziarie gestite nel quadro dedicato
K comunicazione amministratore di condominio dati connessi alle comunicazioni dell’amministratore per finalità dichiarative

Domande frequenti

Domande frequenti su modalità di presentazione del 730, soggetti coinvolti, documentazione necessaria, compilazione del prospetto del coniuge a carico e del figli a carico.

Cos'è il 730?

Il modello 730 è un documento fiscale utilizzato per la dichiarazione dei redditi da parte di lavoratori dipendenti, pensionati e altri contribuenti che percepiscono redditi da lavoro dipendente o assimilati, anche nel caso in cui non abbiano un sostituto d'imposta. Oltre ai casi ordinari, il modello 730 può essere impiegato anche per dichiarare i redditi di un contribuente deceduto, purchè il decesso sia avvenuto entro il 30 settembre dell'anno successivo a quello di riferimento. Se invece il decesso è avvenuto dopo tale data, sarà necessario utilizzare il modello Redditi Persone Fisiche (PF).

Il 730 è anche l'unico modello che consente la presentazione congiunta della dichiarazione tra coniugi, a condizione che entrambi abbiano redditi da lavoro dipendente o assimilato e che almeno uno dei due disponga di un sostituto d'imposta in grado di effettuare le operazioni di conguaglio.

Questa modalità di dichiarazione rappresenta una soluzione pratica e sicura, grazie a una serie di vantaggi concreti: in presenza di un sostituto, i rimborsi e gli eventuali addebiti vengono effettuati direttamente in busta paga o sulla pensione, mentre in assenza del sostituto, il rimborso viene accreditato sul conto corrente e l'addebito va effettuato tramite modello F24.

La dichiarazione può essere presentata direttamente all'Agenzia delle Entrate dal contribuente, oppure attraverso un CAF, un professionista abilitato o, se presente, il sostituto d'imposta (nel caso in quest’ultimo abbia comunicato di prestare assistenza fiscale).

Attraverso il 730 si dichiarano i redditi percepiti nell'anno precedente, tra cui rientrano i redditi di lavoro dipendente e assimilati, i redditi dei terreni e dei fabbricati, i redditi di capitale, i redditi di lavoro autonomo per i quali non è richiesta la partita IVA, i redditi diversi - come quelli derivanti da terreni o fabbricati situati all'estero - e i redditi soggetti a tassazione separata.

Infine, si ricorda che in caso di decesso di un contribuente, è generalmente compito degli eredi presentare la dichiarazione per conto del defunto, limitatamente alla frazione dell'anno in cui era ancora in vita.

Chi deve presentare il modello 730? Il modello 730 è una dichiarazione dei redditi riservata a lavoratori dipendenti e pensionati. Questi possono inviare la dichiarazione in autonomia oppure tramite: un CAF, un commercialista o un sostituto d'imposta (datore di lavoro o ente pensionistico, se disponibile). Chi è obbligato a presentarlo e non lo fa (oppure lo fa in modo errato), può incorrere in sanzioni da 258 euro fino al 240% dell'imposta dovuta. Inoltre, si rischia di perdere detrazioni e rimborsi.
Quali documenti sono necessari per il 730? Per compilare correttamente il 730 servono:
  • Certificazione Unica (CU);
  • Modelli F24 o bollettini (per acconti e contributi);
  • Dichiarazione dei redditi dell'anno precedente (730 o Redditi PF);
  • Visure catastali e atti di acquisto, vendita o donazione;
  • Certificazioni di redditi di capitale e plusvalenze;
  • Documentazione per detrazioni/deduzioni (es. spese sanitarie, istruzione, erogazioni liberali).
La documentazione può variare: verifica sempre con il tuo CAF o commercialista.
Cos'è il 730 congiunto? È un 730 unico presentato da coniugi (anche unione civile) che consente:
  • una liquidazione unica delle imposte;
  • la compensazione tra crediti e debiti.
Va presentato da uno solo dei due con l'accordo dell'altro.
Non è possibile usarlo in caso di dichiarazioni per minori, incapaci o in caso di decesso del coniuge prima della presentazione.
Chi ha la partita IVA può fare il 730? In genere no: chi ha partita IVA deve usare il modello Redditi Persone Fisiche (PF). Fanno eccezione i produttori agricoli esonerati da 770, IRAP e IVA che possono usare il 730.
Un disoccupato deve fare il 730? No, se ha solo l'indennità di disoccupazione.
, se ha altri redditi (es. lavoro occasionale, immobili).
Consigliato, anche senza obbligo, se ha spese detraibili da recuperare.
I pensionati devono fare il 730? , se hanno altri redditi oltre alla pensione.
No, se hanno solo la pensione.
Consigliato, se vogliono usufruire di detrazioni/deduzioni fiscali.
Per quanto tempo vanno conservati i documenti del 730? Per 5 anni quindi, la documentazione del 730 2026 deve essere conservata fino al 31 dicembre 2031.
Se ci sono oneri rateizzati (es. ristrutturazioni), il termine si allunga fino a 16 anni quindi fino al 31 dicembre 2042.
Vanno conservati tutti i documenti utilizzati: ricevute, scontrini, fatture, estratti conto, ecc.
Serve la delega se il contribuente rifiuta il precompilato? Sì. Se il contribuente non vuole accedere al 730 precompilato, il CAF o professionista deve:
  • acquisire un documento che attesti il rifiuto;
  • conservare la delega o diniego firmato, senza bisogno di annotarlo in un registro.
La delega al 730 precompilato dello scorso anno è valida? No, la delega per l’accesso al 730 precompilato ha validità annuale in quanto riporta il riferimento dell’anno d’imposta. È necessario utilizzare una nuova delega.
È possibile accedere al 730 precompilato di una persona defunta? Sì, l’erede può presentare il modello 730 per conto del soggetto deceduto, se lo stesso ne aveva i requisiti ed il decesso è avvenuto nell’anno 2025 oppure entro il 30 settembre 2026 (per decessi successivi a tale data, occorrerà necessariamente presentare il modello Redditi). Il 730 deve essere presentato senza sostituto di imposta e non può essere in forma congiunta. A sua volta l'erede dovrà dichiarare l'eredità nel proprio 730.
Cosa fa scattare un controllo fiscale da parte dell'Agenzia delle Entrate? Le dichiarazioni presentate al Fisco, come il 730, possono essere oggetto di controllo da parte dell'Agenzia delle Entrate. I controlli si suddividono in tre categorie:
  • controlli automatici;
  • controlli formali;
  • controlli di merito o sostanziali.

I primi consistono in una procedura automatizzata che raffronta ed analizza i dati dichiarati con quelli presenti nell'Anagrafe Tributaria mentre i secondi vengono effettuati dagli uffici dell'Agenzia delle Entrate in base a criteri fondati sull'analisi del rischio e si concretizzano nella richiesta di documentazione che possa attestare la correttezza dei dati indicati in dichiarazione.

Il terzo tipo di controlli è più invasivo in quanto viene di solito condotto mediante accessi, ispezioni o verifiche presso i contribuenti, oppure mediante l'invio di questionari o, addirittura, in alcuni casi con la convocazione del contribuente presso l'ufficio territoriale dell'Agenzia delle Entrate per richieste di chiarimenti e per poi instaurare il contraddittorio.

Qualsiasi sia il controllo cui viene sottoposta la dichiarazione se l'Agenzia, al termine dell'attività di accertamento, ritiene vi siano elementi per una maggiore base imponibile e quindi una maggiore imposta, notifica al contribuente un avviso di accertamento.

Se si è d'accordo con la richiesta è sufficiente regolarizzare la propria posizione pagando, entro un certo termine, una sanzione ridotta, oltre all'imposta oggetto della rettifica e i relativi interessi. Se si ritiene, invece, che gli esiti del controllo non siano corretti entriamo nella fase di precontenzioso.

In questa fase il contribuente fondamentalmente contatta l'agenzia delle Entrate mediante appuntamento, assistenza telefonica o assistenza telematica (c.d. CIVIS) e tenta di far valere le proprie ragioni.
L'attività di precontenzioso deve essere svolta in un ristretto arco temporale (solitamente 30 giorni dalla notifica dell'atto di contestazione) è molto utile ma non è obbligatoria.
Esaurita questa fase senza che si sia raggiunto un accordo per contestare un accertamento che si considera in tutto o in parte errato si entra nella fase di contenzioso.

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Evento del 7 apr 2026
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Relatori:

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