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Pagamento del contributo unificato nel PCT

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Il contributo unificato nel Processo Civile Telematico si paga tramite pagoPA: la guida spiega come generare l’avviso, completare il versamento, recuperare la Ricevuta Telematica e allegare il file RT.xml alla busta. In sintesi, la procedura prevede:
  • pagamento online sul PST Giustizia tramite pagoPA;
  • rilascio della Ricevuta Telematica da allegare alla busta telematica del deposito.
Il pagamento in sintesi

Come si paga il contributo unificato nel PCT

Per pagare il contributo unificato nel Processo Civile Telematico occorre determinare l’importo dovuto, generare una richiesta riferita all’ufficio competente, eseguire il versamento tramite pagoPA e allegare la Ricevuta Telematica RT.xml alla busta di deposito.

L’importo dipende dal valore e dal tipo di procedimento

Valore della causa, rito, grado di giudizio, riduzioni, maggiorazioni ed esenzioni determinano la somma da versare.

Un importo insufficiente può richiedere un pagamento integrativo; un versamento eccedente o non dovuto può rendere necessaria una richiesta di rimborso.

La richiesta pagoPA deve identificare correttamente il pagamento

La richiesta deve riportare ufficio giudiziario, soggetto debitore, codice fiscale, tipologia di spesa, importo e causale.

Questi dati collegano il versamento al procedimento e non possono essere corretti modificando una Ricevuta Telematica già emessa.

L’avviso pagoPA può essere pagato online o presso un canale aderente

Il versamento può essere completato tramite checkout pagoPA, app IO, home banking, sportelli, ATM, ricevitorie e altri canali abilitati.

Il canale utilizzato può cambiare, ma il pagamento resta associato allo stesso avviso pagoPA generato per il Ministero della giustizia.

La RT.xml documenta il pagamento nel deposito telematico

Dopo l’esito positivo, il PST Giustizia rende disponibile la Ricevuta Telematica in formato XML.

La RT.xml deve essere inserita nella busta PCT; l’avviso pagoPA, lo scontrino del canale utilizzato e il promemoria PDF non la sostituiscono.

Cos’è il contributo unificato e quando deve essere pagato

Il contributo unificato di iscrizione a ruolo è il tributo dovuto per avviare un procedimento giudiziario. Nel processo civile si applica, salvo le esenzioni previste dalla legge, per ciascun grado di giudizio.

La disciplina generale è contenuta negli articoli da 9 a 18 del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 , Testo unico delle spese di giustizia. Il contributo unificato è distinto dai diritti di cancelleria, dai diritti di copia, dai diritti di certificato e dalle spese per le notificazioni, anche quando alcune di queste somme possono essere inserite nella medesima richiesta telematica.

Il contributo si paga quando l’atto determina l’iscrizione a ruolo

In base all’ articolo 14 del D.P.R. n. 115/2002 , il versamento deve essere effettuato contestualmente all’atto che determina l’iscrizione a ruolo o fa sorgere un nuovo obbligo tributario. È quindi tenuta al pagamento:

  • la parte che per prima si costituisce in giudizio;
  • la parte che deposita il ricorso o l’atto introduttivo;
  • la parte che modifica la domanda aumentando il valore della controversia;
  • la parte che propone una domanda riconvenzionale, una domanda autonoma o un intervento autonomo;

L’aumento del valore della domanda originaria può richiedere un pagamento integrativo. Una domanda autonoma proposta da un’altra parte può invece determinare l’obbligo di versare un ulteriore contributo unificato.

L’importo varia in base alla causa e al procedimento

Il contributo non ha un importo uguale per tutti i depositi. La somma dovuta deve essere determinata considerando:

  • il valore dichiarato della causa;
  • il tipo di procedimento;
  • il grado di giudizio;
  • le eventuali riduzioni, maggiorazioni o misure fisse;
  • le esenzioni e l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato;
Calcolo prima del pagamento

L’importo deve essere verificato prima di generare l’avviso

Il PST Giustizia acquisisce la somma indicata dall’utente, ma non stabilisce quale scaglione sia giuridicamente applicabile al procedimento.

Prima di confermare la richiesta occorre quindi controllare valore della causa, rito, grado di giudizio, riduzioni ed eventuali esenzioni.

L’iscrizione a ruolo richiede almeno il contributo minimo previsto

Dal 1° gennaio 2025, nei procedimenti civili la causa non può essere iscritta a ruolo se non risulta versato almeno l’importo previsto dall’ articolo 13, comma 1, lettera a), del D.P.R. n. 115/2002 , attualmente pari a 43 euro, oppure il minore contributo stabilito per lo specifico procedimento.

Il pagamento minimo consente l’iscrizione a ruolo, ma non estingue l’eventuale maggiore somma complessivamente dovuta.

Pagamento tramite pagoPA

Come pagare il contributo unificato online con pagoPA

In base agli articoli 192 e 196 del D.P.R. n. 115/2002 , il pagamento spontaneo del contributo unificato e delle altre spese di giustizia previste dalla legge deve essere eseguito tramite pagoPA. La richiesta può essere generata dal Portale dei Servizi Telematici del Ministero della giustizia , anche senza autenticazione, oppure attraverso un Punto di Accesso autorizzato.

Pagamento senza autenticazione

L’area pubblica permette di pagare senza SPID, CIE o CNS

Dal servizio pubblico del PST Giustizia è possibile creare una nuova richiesta, effettuare il pagamento, scaricare l’avviso pagoPA e recuperare la successiva Ricevuta Telematica.

Poiché l’operazione non è associata a un profilo autenticato, occorre conservare il codice fiscale del debitore e il Numero Avviso necessari per ritrovarla.

Pagamenti associati al profilo

L’area riservata semplifica la gestione di avvisi e ricevute

L’accesso con SPID, CIE o CNS permette di consultare l’elenco delle operazioni, verificarne lo stato e scaricare gli avvisi, le Ricevute Telematiche in formato XML e i promemoria in PDF, secondo le modalità descritte nel servizio ufficiale del PST Giustizia .

La disponibilità dello storico rende questa modalità più adatta ad avvocati e studi professionali che effettuano pagamenti con frequenza.

Software PCT OPEN

Consolle Avvocato® integra le Spese di Giustizia nel flusso del deposito

Con il software PCT di OPEN puoi gestire i pagamenti telematici delle Spese di Giustizia nello stesso ambiente utilizzato per predisporre e inviare la busta.

Le ricevute restano archiviate nel software e possono essere allegate direttamente al deposito telematico.

Scopri il software PCT

L’autenticazione facilita la consultazione, ma non determina la validità del pagamento

Una richiesta generata nell’area pubblica e una richiesta creata nell’area riservata producono entrambe un pagamento pagoPA valido. La differenza riguarda soprattutto il modo in cui avvisi, stati e ricevute possono essere ricercati successivamente.

Quali dati servono per generare il pagamento

Per generare correttamente il pagamento del contributo unificato occorre indicare tipologia di spesa, ufficio giudiziario, soggetto debitore, codice fiscale, importo e causale. Questi dati collegano il versamento al procedimento e devono essere verificati prima della conferma.

I campi operativi sono quelli previsti nella nuova richiesta di pagamento del PST Giustizia .

Dati richiesti dal PST Giustizia per generare il pagamento del contributo unificato.
Dato richiesto Indicazione corretta Conseguenza da evitare
Tipologia di pagamento Seleziona “Contributo unificato e/o Diritti di cancelleria”; una voce diversa, come i diritti di copia, non identifica correttamente il tributo dovuto;
Distretto Indica il distretto di Corte d’appello al quale appartiene l’ufficio giudiziario destinatario; il distretto non deve essere scelto in base alla sede dello studio o della parte;
Ufficio giudiziario Seleziona il Tribunale, la Corte d’appello o il Giudice di Pace presso il quale viene depositato l’atto; un ufficio diverso può impedire la corretta associazione del pagamento al fascicolo;
Soggetto debitore Indica la persona fisica o il soggetto tenuto al pagamento nei confronti dell’Amministrazione; non deve essere inserito automaticamente il nome dell’avvocato o di chi esegue materialmente la transazione;
Codice fiscale Riporta il codice fiscale del soggetto debitore; il codice fiscale del titolare della carta può non coincidere con quello richiesto dal PST;
Importo Inserisci la somma dovuta in base al valore, al rito e al grado del procedimento; un importo insufficiente può richiedere un’integrazione, mentre un versamento eccedente può richiedere un rimborso;
Causale Utilizza dati sintetici che permettano di identificare le parti e la controversia; una descrizione generica rende più difficile collegare il pagamento al procedimento;

Il debitore indicato nell’avviso non coincide necessariamente con chi paga

Il debitore è il soggetto obbligato nei confronti dell’Amministrazione, mentre la carta, il conto o l’app possono essere utilizzati anche da un avvocato, da un collaboratore o da un’altra persona.

Il pagamento eseguito da un soggetto diverso non modifica quindi l’identità del debitore che deve essere riportata nella richiesta.

La causale deve permettere di riconoscere il procedimento

Quando il numero di ruolo non è ancora disponibile, la causale può riportare le generalità delle parti e la natura dell’atto.

Rossi Mario contro Alfa S.r.l. - contributo unificato ricorso

Se il fascicolo è già iscritto, è opportuno aggiungere anche il numero di ruolo generale, quando il campo e la procedura utilizzata lo consentono.

Generazione e pagamento

Come generare e pagare l’avviso pagoPA

L’avviso pagoPA identifica la specifica richiesta di pagamento e permette di completare il versamento anche in un momento successivo. Dopo la compilazione può essere scaricato in PDF e pagato online oppure attraverso un canale fisico aderente.

La generazione dell’avviso, il pagamento e la produzione della Ricevuta Telematica seguono il flusso descritto dal Ministero della giustizia .

La richiesta deve essere controllata prima di generare l’avviso

  1. accedi ai pagamenti del PST Giustizia dall’area pubblica, dall’area riservata oppure dal Punto di Accesso utilizzato;
  2. crea una nuova richiesta e seleziona “Contributo unificato e/o Diritti di cancelleria”;
  3. indica il distretto e lo specifico ufficio giudiziario destinatario del deposito;
  4. inserisci nominativo o denominazione e codice fiscale del soggetto debitore;
  5. riporta separatamente il contributo unificato e le eventuali altre voci ammesse;
  6. compila la causale con dati utili a identificare le parti e il procedimento;
  7. verifica ufficio, debitore, importi e causale, perché una ricevuta già emessa non può essere corretta manualmente;
  8. paga immediatamente oppure genera l’avviso PDF, conservando il Numero Avviso e gli altri identificativi;

L’avviso pagoPA può essere pagato online o presso un canale aderente

Il pagamento può essere completato utilizzando:

  • il checkout online di pagoPA;
  • l’app IO;
  • l’home banking o un’app bancaria abilitata;
  • uno sportello bancario o postale aderente;
  • un ATM abilitato;
  • una ricevitoria o un esercizio convenzionato;

Il canale può cambiare, ma il versamento resta associato allo stesso Codice Avviso generato per il Ministero della giustizia.

Un pagamento interrotto non deve essere ripetuto senza verificarne l’esito

Se il checkout viene chiuso o la conferma non compare, controlla prima l’eventuale addebito e lo stato dell’avviso.

Se pagoPA segnala che l’avviso risulta già pagato, non effettuare un secondo versamento.

Un importo o un ufficio errati richiedono una procedura specifica

Un pagamento insufficiente, eccedente, duplicato o indirizzato a un ufficio diverso può richiedere integrazione, riutilizzo della ricevuta oppure rimborso.

Dopo il versamento

Ricevuta telematica: dove trovarla e quale file utilizzare

Dopo l’esito positivo, il sistema della giustizia genera la Ricevuta Telematica o RT. La ricevuta contiene l’identificativo univoco, gli importi, le causali e l’esito del pagamento e deve essere recuperata prima di predisporre la busta PCT.

Contenuto, esiti e modalità di recupero della RT sono descritti nella scheda ufficiale del PST Giustizia .

La modalità di recupero dipende da come è stato generato il pagamento

Pagamento associato al profilo

Nell’area riservata la ricevuta si recupera dallo storico dei pagamenti

Accedi con SPID, CIE o CNS, apri i pagamenti online e ricerca l’operazione nell’elenco associato al profilo.

La RT può essere scaricata quando lo stato del pagamento risulta “Disponibile”.

Pagamento non associato a un profilo

Nell’area pubblica servono codice fiscale e Numero Avviso

Utilizza il servizio per utenti non registrati e inserisci il codice fiscale del debitore insieme al Numero Avviso o all’identificativo del pagamento.

La conservazione di questi dati è indispensabile per ritrovare una richiesta generata senza autenticazione.

La RT.xml è il documento da utilizzare nel deposito telematico

Avviso pagoPA, attestazione del canale, promemoria PDF e Ricevuta Telematica non hanno la stessa funzione. Solo la RT.xml è destinata all’utilizzo ordinario nei servizi telematici della giustizia.

Ricevuta per il PCT

RT.xml

Da allegare

La RT.xml è la Ricevuta Telematica registrata nel sistema della giustizia e costituisce la prova strutturata del pagamento.

Il file deve essere conservato nel formato originale e non deve essere convertito, rinominato o modificato.

L’avviso pagoPA serve a effettuare il pagamento
Contiene Codice Avviso, importo e dati necessari per completare il versamento.
Non prova il pagamento
L’attestazione del canale conferma la transazione
È rilasciata dalla banca, dall’app o dallo sportello presso il quale viene eseguita l’operazione.
Da conservare
Il promemoria PDF rende leggibili i dati della RT
È utile per consultazione, stampa e conservazione, ma non sostituisce il file XML.
Facoltativo

Lo stato del pagamento indica se la RT può essere utilizzata

Significato degli stati del pagamento visualizzati nel PST Giustizia.
Stato Significato Conseguenza operativa
Generata L’avviso è stato creato, ma non risulta ancora pagato. L’avviso deve essere pagato oppure verificato;
Non completato Il PST è in attesa dell’esito definitivo o della RT. Occorre attendere e ripetere successivamente la ricerca;
Disponibile Il pagamento è concluso e la ricevuta è stata acquisita. La RT.xml può essere scaricata e utilizzata;
Già utilizzata La ricevuta risulta associata a un precedente utilizzo. Deve essere verificato il fascicolo al quale risulta collegata;
Rimborsato La somma è stata restituita. La ricevuta non può più essere utilizzata;

Gli stati del pagamento sono descritti nel vademecum ministeriale sui pagamenti telematici .

Esito non ancora acquisito

Un importo addebitato può precedere la disponibilità della RT

La banca o lo sportello possono confermare il pagamento prima che il PST abbia ricevuto e acquisito la Ricevuta Telematica.

In questa situazione occorre conservare la prova dell’addebito e controllare nuovamente lo stato dell’operazione.

Il pagamento non deve essere ripetuto finché l’esito del primo avviso non è stato verificato.

Prova del pagamento nel PCT

Come allegare la Ricevuta Telematica al deposito PCT

Nel Processo Civile Telematico, la prova del pagamento del contributo unificato deve essere inserita nella busta insieme all’atto principale e agli altri documenti. Il file da utilizzare è la Ricevuta Telematica RT.xml scaricata dal PST Giustizia o dal Punto di Accesso.

La gestione telematica della ricevuta nel deposito è disciplinata dal D.M. 21 febbraio 2011, n. 44 e dalle specifiche tecniche DGSIA .

La RT.xml deve essere inserita nella busta nel formato originale

  1. predisponi il deposito selezionando l’atto, il registro e l’ufficio giudiziario corretti;
  2. aggiungi il file RT.xml tra gli allegati della busta telematica;
  3. qualifica il documento come Ricevuta Telematica o ricevuta di pagamento, quando il software mette a disposizione questa tipologia;
  4. verifica che ufficio beneficiario, soggetto debitore e importo corrispondano al procedimento oggetto del deposito;
  5. allega tutte le RT.xml quando la somma dovuta è stata versata mediante più avvisi o più operazioni;
  6. completa, firma e invia la busta secondo l’ordinaria procedura PCT;

Ogni Ricevuta Telematica documenta soltanto il proprio pagamento

Se contributo unificato e diritti collegati all’iscrizione a ruolo sono stati versati con un’unica operazione, il sistema produce una sola RT che riporta separatamente le diverse voci e i relativi esiti.

Se, invece, l’importo complessivo è stato suddiviso tra più avvisi, ogni ricevuta prova soltanto la somma indicata nella propria operazione. La busta deve quindi contenere tutte le RT necessarie a documentare l’intero versamento.

Il promemoria PDF non sostituisce la RT.xml nel deposito telematico. Il PDF può essere conservato o allegato come copia leggibile, mentre il file XML deve rimanere nel formato originale e non deve essere convertito, rinominato o modificato.

La funzione del documento determina se può provare il pagamento

La RT.xml prova il versamento nel PCT
Da allegare

È la Ricevuta Telematica registrata nel sistema della giustizia e deve essere inserita nella busta.

Il promemoria PDF rende leggibile la ricevuta
Facoltativo

È utile per consultazione e stampa, ma non sostituisce il file XML.

L’avviso pagoPA serve a effettuare il pagamento
Non basta

Contiene gli identificativi e l’importo, ma non dimostra che il versamento sia stato completato.

La conferma del canale documenta la transazione
Da conservare

Lo scontrino o l’email della banca attestano l’operazione presso il PSP, ma non sostituiscono la RT acquisita dal PST.

Pagamenti telematici integrati

Spese di Giustizia e ricevute restano nel flusso del deposito

Con Consolle Avvocato® puoi effettuare il pagamento prima o durante la predisposizione del deposito, conservare le ricevute nel software e allegarle direttamente alla busta telematica, senza gestire file e passaggi in ambienti separati.

Cosa controllare prima del pagamento e dell’invio della busta

Prima di pagare e prima di inviare il deposito è necessario verificare ufficio giudiziario, tipologia di spesa, debitore, importo e ricevuta. Un controllo finale riduce il rischio di integrazioni, doppie operazioni e richieste di rimborso.

I dati del pagamento devono coincidere con quelli del deposito

L’ufficio beneficiario deve coincidere con quello destinatario della busta

Un pagamento indirizzato a un ufficio diverso può non essere correttamente associato al procedimento.

La tipologia deve identificare la spesa effettivamente dovuta

Contributo unificato, diritti di copia e altre spese non sono voci intercambiabili.

Nominativo e codice fiscale devono identificare il soggetto debitore

Il debitore non coincide necessariamente con l’avvocato o con il titolare dello strumento di pagamento.

L’importo deve riflettere valore, rito e grado del procedimento

Devono essere considerate anche eventuali riduzioni, maggiorazioni, importi fissi ed esenzioni.

Un avviso già pagato non deve essere saldato una seconda volta

Prima di ripetere il pagamento occorre verificare l’addebito e lo stato dell’operazione.

La RT.xml deve risultare disponibile e avere esito positivo

Una ricevuta non completata, rimborsata o già utilizzata non deve essere allegata senza una verifica preventiva.

Tutte le ricevute devono documentare l’importo complessivamente dovuto

Se il pagamento è stato suddiviso tra più operazioni, la busta deve contenere tutte le relative RT.xml.

Problemi dopo il pagamento

Un pagamento errato può richiedere integrazione, riutilizzo o rimborso

La procedura da seguire cambia in base al problema riscontrato:

  • un importo insufficiente può richiedere un pagamento integrativo;
  • un importo eccedente o duplicato può richiedere un rimborso;
  • un pagamento indirizzato all’ufficio sbagliato deve essere verificato con la cancelleria;
  • una RT non disponibile richiede il controllo dell’esito prima di ripetere il versamento;
  • una ricevuta non utilizzata può essere riutilizzata soltanto nei casi ammessi;

Queste situazioni sono trattate nella guida dedicata ai problemi successivi al pagamento.

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