Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
(MASE) ha riaperto la finestra per presentare l’istanza sul secondo bando
“Made Green in Italy”, previsto dal D.M. 56/2018 e destinato a sostenere - in
regime “de minimis” - progetti di valutazione dell’impronta ambientale per i prodotti
secondo metodologia PEF. La riapertura, notificata con decreto
direttoriale 18 dicembre 2025, n. 170, è motivata dalla presenza di risorse
residue rispetto alle domande già pervenute e consente nuove richieste dalle
ore 8:00 del 12 gennaio 2026 alle ore 20:00 del 26 gennaio 2026, con
ammissione in ordine cronologico di arrivo della PEC e fino a esaurimento
fondi.
Il bando è rivolto ai produttori di prodotti classificabili
come “Made in Italy” e per cui siano pubblicate e in corso di validità le regole
di categoria di prodotto (RCP) dello schema.
La dotazione complessiva del bando ammonta a € 114.000,00
e il contributo a fondo perduto è previsto fino a € 7.750,00 per ogni
proposta progettuale ammessa.
Perché interessa il professionista
Lo schema “Made Green in Italy” è volontario (art.
21, L. 221/2015) ed è stato istituito per valorizzare prodotti ad
elevata qualificazione ambientale, con un impianto metodologico coerente con
l’approccio PEF. Per chi assiste le imprese (commercialisti, consulenti,
professionisti d’impresa) non è “solo” un bando, ma un’occasione per
intercettare clienti che devono trasformare dichiarazioni generiche in dati,
evidenze e documentazione spendibili verso filiere, buyer e stakeholder.
La notizia della riapertura trasforma un tema tecnico
(PEF/LCA) in un vero e proprio processo: verifica dei vincoli “de minimis”,
raccolta ordinata delle evidenze e gestione accurata delle tempistiche.
Come presentare la domanda
L’istanza deve
essere inviata esclusivamente via PEC all’indirizzo programmicertificazione@pec.mase.gov.it
dal 12 gennaio ore 8:00 al 26 gennaio ore 20:00. Nell’oggetto
deve essere riportata la dicitura prevista dal decreto. Le domande trasmesse
fuori finestra o con modalità diverse da quelle previste non saranno prese in
considerazione.
Ciascun soggetto richiedente può presentare una sola
istanza, anche se riferita a uno o più prodotti.
“De minimis”: controlli e attività per trasformare il
bando in opportunità commerciale
Il contributo è concesso in regime “de minimis”. In via
generale, il regolamento
(UE) 2023/2831 fissa il massimale a 300.000 euro nel triennio mobile
per impresa unica.
Operativamente, per gestire bene tempi, priorità e controlli
è utile:
- verificare
impresa unica e cumulo aiuti negli ultimi tre anni, con riscontro documentale
coerente con le dichiarazioni richieste;
- identificare i
prodotti e controllare la disponibilità/validità delle RCP pertinenti, per
evitare un progetto non agganciabile allo schema;
- definire
perimetro e responsabilità del progetto (dati, tempi, evidenze), coordinando
consulenti tecnici PEF/LCA e verificatori ove necessario;
- predisporre una
cartella evidenze a prova di controllo (input, assunzioni, fonti, versioning
dei documenti), così da ridurre rilavorazioni;
- pianificare
l’invio PEC a orario, perché lo sportello premia l’ordine di arrivo.