Il 19 marzo
2026 il CNDCEC ha pubblicato gli aggiornamenti sui modelli di relazione del
Collegio Sindacale per i bilanci chiusi al 31 dicembre 2025, intervenendo sulla
Relazione ex art. 2429 c.c. e sulla Relazione unitaria per i
sindaci incaricati della revisione legale.
L’impianto
resta coerente con gli anni precedenti, ma le modifiche introducono richieste
più puntuali su vigilanza, crisi d’impresa e valutazioni di bilancio.
Il cambiamento
più evidente riguarda il livello di trasparenza richiesto: non è più
sufficiente indicare le verifiche svolte, ma diventa necessario descrivere in
modo chiaro e documentato come sono state condotte, quali criticità sono
emerse e quali elementi richiedono l’attenzione dei soci.
Le principali
novità
1. Adeguati assetti: più dettaglio, più responsabilità
documentale
La relazione richiede ora una descrizione più approfondita
sia degli assetti amministrativi, organizzativi e contabili, sia delle
attività collegate alla crisi d’impresa.
Il Collegio deve illustrare non solo le verifiche svolte, ma
anche il funzionamento concreto degli assetti, le criticità
riscontrate e le azioni intraprese dagli amministratori.
In presenza di segnali di crisi aumenta anche il livello di tracciabilità
richiesto: occorre ricostruire in modo puntuale motivazioni della segnalazione,
tempistiche e modalità di comunicazione, risposte dell’organo amministrativo, eventuale
accesso alla composizione negoziata.
2. Titoli dell’attivo circolante: attenzione all’uso
della deroga
La Legge di Bilancio 2026 proroga la possibilità di non
svalutare i titoli in presenza di perdite non durevoli.
Il Collegio è chiamato a verificare la corretta applicazione
della deroga e la qualità dell’informativa inserita in nota integrativa,
segnalando eventuali elementi significativi con un richiamo mirato.
3. Perdite 2020: fine della sospensione
Con il bilancio 2025 si chiude il periodo di sospensione
quinquennale delle perdite 2020.
Occorre quindi accertare che la copertura sia stata completata,
il piano degli amministratori sia stato rispettato, le informazioni su origine
e movimentazioni siano state indicate correttamente.
In caso di mancata copertura, tornano in vigore gli obblighi
civilistici ordinari, con possibili impatti sulle valutazioni del Collegio.
Cosa
cambia nel lavoro di sindaci e revisori
Le novità previste dal documento del CNDCEC non incidono
solo sul contenuto della relazione, ma anche sull’operatività.
La qualità della documentazione diventa parte integrante
della responsabilità professionale, e lavorare con strumenti non aggiornati può
aumentare il rischio di incoerenze, omissioni o ricostruzioni incomplete.
La nostra soluzione Procedure Sindaci e Revisori è già
allineata alle novità 2026 (anche per le cooperative), con:
- check list tecniche aggiornate;
- strumenti di controllo su assetti, crisi,
perdite e continuità aziendale;
- processi uniformi e ripetibili che riducono il
rischio di errori.