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Linee Guida EBA e Nuova Sabatini: perché il business plan è determinante

Novità Bilancio
Pubblicato il 3 feb 2026

Nel 2026 il business plan assume un ruolo decisivo: da supporto occasionale diventa un presidio centrale per credito, investimenti e accesso alle agevolazioni.
In uno scenario segnato da volatilità dei costi, cicli economici più brevi e investimenti più complessi, occorre dimostrare con numeri e proiezioni come l’impresa può sostenere decisioni e impegni finanziari.

Questa evoluzione coinvolge direttamente studi professionali e consulenti, chiamati a strutturare processi di pianificazione capaci di anticipare i rischi, misurare gli impatti e supportare l’impresa nelle scelte strategiche.

Pianificazione prospettica: la chiave per credito e agevolazioni nel 2026

Il nuovo contesto normativo e finanziario non si limita alla rendicontazione storica: richiede piani prospettici, simulazioni e indicatori in grado di valutare la sostenibilità delle decisioni future.

1) Le Linee Guida EBA

Per verificare la sostenibilità del debito nel medio periodo, gli istituti di credito devono basare le istruttorie su flussi di cassa prospettici, scenari alternativi e indicatori quali il DSCR.
Ciò implica una maggiore richiesta di business plan strutturati, aggiornabili e metodologicamente coerenti.

2) La Legge di Bilancio 2026

Per accedere ad alcune misure - tra cui la Nuova Sabatini - è necessaria la presentazione di piani economico-finanziari completi, capaci di evidenziare l’impatto degli investimenti su margini, liquidità ed equilibrio finanziario.

In assenza di una pianificazione solida cresce il rischio di ritardi, richieste di integrazioni ed eventuale impossibilità di accedere a benefici e finanziamenti.

Il Business Plan come presidio consulenziale

Nel nuovo contesto, il business plan evolve da documento statico a servizio consulenziale ad alto valore, richiesto non solo dalle banche, ma anche dai sistemi agevolativi e dal mercato.

Il professionista oggi è chiamato a:

  • strutturare scenari alternativi (base, best, worst);
  • verificare la coerenza tra strategia, investimenti e flussi di cassa;
  • calcolare indicatori di bancabilità (DSCR, PFN/EBITDA);
  • tradurre progetti in numeri verificabili e confrontabili;
  • monitorare scostamenti e correggere rapidamente la rotta.

Senza un metodo, il rischio non ricade solo sull’impresa, ma anche sullo studio: più tempo speso a ricostruire simulazioni e tabelle, maggiore pressione operativa e minore prevedibilità dei risultati.

Il business plan diventa così un presidio professionale che tutela l’impresa e consolida il ruolo dello studio come partner strategico.

Business Plan di OPEN Dot Com: dalla previsione alla decisione

La soluzione Business Plan di OPEN Dot Com supporta lo studio lungo l’intero processo di pianificazione.

Consente di:

  • generare proiezioni economiche e finanziarie pluriennali;
  • elaborare scenari alternativi richiesti dalle Linee Guida EBA;
  • calcolare indicatori di bancabilità con automatismi avanzati;
  • integrare dati da Leanus;
  • produrre report professionali, completi di SWOT e benchmark di settore;
  • monitorare gli scostamenti con moduli di controllo mensile e variance analysis.
Per prevedere, simulare, e decidere con metodo - e approfondire le novità del 2026 - è disponibile un white paper dedicato.
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