Il tema ESG è ormai
entrato stabilmente nell’attività di consulenza professionale, non solo per
effetto degli obblighi normativi, ma in quanto i dati ESG incidono sempre di
più sull’accesso al credito, rapporti con clienti e filiere e competitività
delle imprese, comprese le PMI.
A confermarlo è
anche il recente Quaderno pubblicato dal Consiglio Nazionale dei Dottori
Commercialisti e degli Esperti Contabili e dalla Fondazione Nazionale dei
Commercialisti dedicato a digitalizzazione, intelligenza artificiale e fattori
ESG, con un focus sul framework volontario VSME elaborato da EFRAG.
Il documento
ribadisce il ruolo del professionista come figura chiave nella raccolta,
organizzazione e interpretazione delle informazioni ESG, anche per le
imprese che non rientrano direttamente negli obblighi previsti dalla CSRD.
ESG: dalla compliance alla gestione delle informazioni
Le recenti
evoluzioni del quadro europeo (CSRD, direttive contabili e Content Directive
2026) stanno spostando l’attenzione dalla sola conformità alla qualità,
tracciabilità e coerenza dei dati ESG.
Anche le PMI
non obbligate alla rendicontazione di sostenibilità si trovano sempre più
spesso a rispondere alle richieste informative di banche, clienti e partner.
In questo
contesto, digitalizzazione e intelligenza artificiale diventano
strumenti fondamentali per:
- strutturare dati ESG in modo più ordinato e
verificabile;
- ridurre attività manuali e ripetitive;
- trasformare informazioni già disponibili in azienda
in elementi utili per analisi e reporting.
Il valore della
consulenza si sposta così dalla semplice compilazione documentale alla capacità
di comprendere e affrontare la strategia ESG nel
tempo.
CBAM: quando i dati ESG incidono su costi e
marginalità
Un esempio
concreto è il CBAM - Carbon Border Adjustment Mechanism - che collega le
emissioni incorporate nelle importazioni a un costo economico diretto.
Il CBAM
coinvolge aspetti legati alle emissioni Scope 3, ai rischi climatici e alla
doppia materialità, con impatti che possono riflettersi su supply chain,
marginalità e strategie aziendali.
Per il
professionista questo significa gestire dati ESG che non hanno più una
funzione solo descrittiva, ma assumono un valore operativo, economico e
strategico.
Il Bilancio di sostenibilità come sistema organizzato
di informazioni
In questo
contesto, il Bilancio di sostenibilità non rappresenta solo un documento
finale, ma è il risultato di un processo continuo di raccolta, integrazione e
verifica delle informazioni ESG.
La criticità,
soprattutto nelle PMI, è spesso legata alla frammentazione dei dati:
informazioni già disponibili in azienda, ma distribuite tra documenti,
procedure e fonti diverse.
Rendere questo
processo più strutturato ed efficiente diventa quindi un elemento centrale
dell’attività di consulenza.
Per supportare il lavoro del professionista,
OPEN Dot Com ha implementato l'intelligenza artificiale - basata su Mistral AI
- nella soluzione dedicata al Bilancio di sostenibilità:
- importa automaticamente i dati dalle visure
camerali e dalle fatture energetiche (bollette);
- compila automaticamente paragrafi e tabelle del
Bilancio di sostenibilità;
- riduce tempi operativi e attività manuali.