Il D.Lgs. 27 marzo 2026, n. 47,
attuativo della Legge Capitali (L. 21/2024), rafforza in modo significativo la vigilanza
sugli adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili, spostando
il controllo da un piano meramente formale, a una valutazione sostanziale e
orientata ai rischi.
Il provvedimento, pubblicato in
Gazzetta Ufficiale n. 86 del 14 aprile 2026 ed entrato in vigore il 29
aprile 2026, interessa le società di capitali e ha un impatto rilevante
soprattutto su emittenti e
le nuove disposizioni
coinvolgono direttamente gli organi di amministrazione e controllo,
indipendentemente dal modello di governance adottato.
Profili di rilievo
per il collegio sindacale
Nel nuovo quadro normativo al collegio sindacale è richiesto di:
- vigilare
sull’effettivo funzionamento degli assetti ex art. 2086 c.c.;
- presidiare
il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi (SCIGR);
- valutare
la capacità del sistema di intercettare tempestivamente segnali di crisi
e squilibri aziendali, secondo un approccio risk based.
Il D.Lgs. 47/2026 consolida quindi il
ruolo del collegio sindacale come presidio attivo della governance e della
continuità aziendale, con un livello di responsabilità sempre più legato alla
qualità delle valutazioni effettuate.
Dalla norma alla gestione
operativa
La vigilanza su assetti e crisi non
può più essere episodica o solo documentale: richiede un approccio strutturato,
continuativo e supportato da evidenze verificabili.
Per sindaci e revisori diventa essenziale disporre di strumenti che permettano
di collegare verifiche, controlli e valutazioni in modo coerente, tracciabile e
difendibile nel tempo.