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Contributi pubblici: dal 4 giugno nuovi obblighi per gli organi di controllo

Novità Bilancio
Pubblicato il 3 giu 2026

Il 4 giugno 2026 entra in vigore il DPCM n. 84/2026, che definisce il perimetro dei contributi pubblici “di entità significativa” e introduce specifici obblighi per gli organi di controllo dei soggetti beneficiari.

Le disposizioni si applicano ai contributi percepiti a partire dal 1° gennaio 2025 e incidono direttamente sulle attività di verifica, sulla tracciabilità dei controlli e sulla documentazione delle attività svolte.

Non si tratta di un semplice aggiornamento normativo: il provvedimento introduce nuovi adempimenti operativi e un livello di responsabilità più elevato nella verifica dell’utilizzo delle risorse pubbliche.


Cosa cambia per gli organi di controllo

La normativa prevede che gli organi di controllo, anche monocratici:

  • verifichino che i contributi siano utilizzati nel rispetto delle finalità o dei progetti di interesse pubblico per cui sono stati concessi;
  • predispongano una relazione annuale con le risultanze delle verifiche effettuate;
  • trasmettano tale relazione al MEF entro il 30 aprile dell’anno successivo all’erogazione.

Il mancato invio della relazione o la rilevazione di utilizzi non conformi può incidere sull’accesso del beneficiario a futuri finanziamenti pubblici.

Il decreto stabilisce che, entro 90 giorni, il MEF debba definire le modalità telematiche e le regole operative per l’invio delle relazioni, aggiornabili con cadenza annuale, prevedendo inoltre la possibilità di revisione del regolamento sulla base degli esiti dei controlli effettuati.

Permane tuttavia una lacuna nella disciplina transitoria dei contributi 2025, che genera criticità operative, poiché il termine del 30 aprile 2026 risulta già decorso alla data di entrata in vigore del DPCM; appare quindi opportuno che il regolamento attuativo intervenga anche su tale profilo, colmando il vuoto normativo e fornendo indicazioni operative chiare per il primo anno di applicazione.


Nuove implicazioni sugli incarichi

Le nuove disposizioni introdotte dal DPCM possono incidere anche sull’assetto organizzativo delle società e degli enti beneficiari.

La normativa prevede infatti che, in assenza di un organo di controllo già nominato, il soggetto beneficiario debba provvedere alla sua costituzione, anche in forma monocratica, per garantire lo svolgimento delle verifiche e la predisposizione della relazione annuale.

Questo ampliamento del perimetro dei soggetti obbligati si traduce in nuove opportunità di incarico per professionisti e studi.


Organizzazione delle verifiche e gestione documentale: il vero punto critico

L’aspetto più delicato non riguarda soltanto l’esecuzione delle verifiche, ma la capacità di dimostrare nel tempo come i controlli siano stati svolti, quali evidenze siano state raccolte e su quali elementi siano state formulate le conclusioni.

Senza un metodo di lavoro strutturato, il rischio è quello di gestire una documentazione frammentata, difficile da ricostruire in caso di controlli successivi o richieste di approfondimento.

Procedure Sindaci e Revisori (PSR), il software di OPEN Dot Com, supporta l’organizzazione delle attività di controllo, la gestione documentale e la tracciabilità delle verifiche, contribuendo a semplificare l’operatività e a mantenere nel tempo evidenze facilmente consultabili.


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