Le nuove regole prudenziali spostano l’ESG dal “racconto” al
dato: tracciabilità, KPI e materialità entrano stabilmente nella
valutazione del rischio.
La questione non riguarda solo le aziende, ma coinvolge
direttamente i professionisti che le assistono. In assenza di dati strutturati,
anche il consulente è costretto a ricostruire informazioni in tempi ristretti,
con un rischio elevato di incompletezza.
Bilancio di sostenibilità, materialità e indicatori
misurabili diventano così strumenti di lavoro del professionista:
permettono di rispondere con rigore, ridurre incertezze e consolidare il ruolo
dello studio come presidio della compliance ESG.
Come cambia la valutazione del
rischio nel 2026: ESG, vigilanza e nuovi requisiti informativi
I dati non finanziari acquisiscono un peso sempre più importante nei processi
di valutazione. Secondo le Linee guida dell’EBA, dal 1° gennaio 2026 gli
istituti di credito sono chiamati a integrare i rischi ESG nei modelli di
governance, nei processi ICAAP/ILAAP, negli stress test climatici e nei piani
di transizione.
Parallelamente,
il D.lgs. 208/2025, in
vigore dal 9 gennaio 2026, rafforza il ruolo della Banca d’Italia nella
vigilanza prudenziale, imponendo alle banche dispositivi di governance
strutturati, processi di gestione dei rischi ESG e strategie allineate agli
obiettivi di sostenibilità dell’Unione Europea.
Il professionista si trova, quindi, a gestire una nuova
area di responsabilità: supportare le imprese nella predisposizione di
informazioni affidabili, coerenti e presentabili in modo ordinato durante i
controlli bancari o le richieste di chiarimento.
In un quadro normativo che evolve rapidamente, la
sostenibilità diventa così una variabile che incide sul rischio e sulle
condizioni di credito. E chi affianca le imprese nella raccolta e
rendicontazione dei dati assume un ruolo ancora più strategico.
Impatti nella pratica
professionale: la partita si gioca sui dati
Le aziende sono chiamate a
condividere informazioni ESG su aspetti ambientali, sociali e di governance. Il
professionista è la figura che deve:
- organizzare i dati, verificarne la
tracciabilità e ricondurli a standard di riferimento;
- predisporre report coerenti con le
richieste bancarie;
- proteggere l’impresa da valutazioni
incomplete o non fondate.
Per non restare indietro sugli adempimenti ESG 2026, è utile
avviare un progetto di aggiornamento dedicato, iniziando dal percorso
formativo sulla sostenibilità.
Bilancio di sostenibilità e
relazione sulla gestione: un metodo per presidiare la compliance ESG
La soluzione Bilancio di sostenibilità di OPEN Dot Com è progettata per
supportare commercialisti e consulenti nella costruzione di un reporting
ordinato, coerente e verificabile.
Consente di:
- impostare un percorso guidato di
rendicontazione;
- strutturare la materiality analysis in
modo professionale;
- definire KPI con fonti tracciabili e
verificabili;
- produrre un output finale chiaro, pronto
per banche e stakeholder.