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Dal business plan occasionale alla consulenza ricorrente di controllo di gestione

Blog Bilancio
Pubblicato il 9 mar 2026
Dal business plan occasionale alla consulenza ricorrente di controllo di gestione

La transizione del ruolo del commercialista da certificatore del passato ad architetto del futuro

Il contesto economico e normativo previsto per il biennio 2026-2027 rappresenta una svolta significativa per il modello di business degli Studi di commercialisti in Italia.

Con una crescita del PIL prevista allo 0,6% nel 2026 e tassi d'interesse ancora più alti rispetto al periodo pre-pandemico, le PMI devono gestire la finanza con molta attenzione.

L’implementazione delle Linee Guida EBA sulla concessione e sul monitoraggio del credito (LOM -Loan Origination and Monitoring) rende superata la prassi gestionale fondata esclusivamente sulla contabilità storica e orienta le decisioni creditizie delle banche dall’analisi patrimoniale verso una valutazione prospettica dei flussi di cassa.

In questo contesto, il ruolo del commercialista è soggetto a una importante quanto necessaria transizione: da revisore delle attività pregresse a promotore della strategia futura della PMI.

La predisposizione del business plan non può più essere considerata come un semplice adempimento puntuale, destinato esclusivamente all’ottenimento di un finanziamento, ma rappresenta piuttosto l’inizio di un’attività continuativa di pianificazione e controllo di gestione.

Questo documento propone un'analisi delle dinamiche macroeconomiche e normative che sottendono la necessità di tale transizione; inoltre, esamina i vantaggi dell'adozione di software evoluti come Software Business Plan OPEN Dot Com, progettati per gestire scenari previsionali articolati e budget mensilizzati, facilitando l'evoluzione del professionista verso il ruolo di CFO in outsourcing.

1. Lo scenario macroeconomico 2026 - 2027: navigare nella "nuova normalità"

Il biennio 2026-2027 si presenta come un periodo di "crescita a bassa intensità", ma con segnali di stabilizzazione che richiedono una pianificazione accurata. Non si prevedono cambiamenti improvvisi, ma il contesto competitivo richiede una rigorosa tutela dei margini operativi.

1.1. Crescita prudente e domanda interna

Secondo le più recenti valutazioni della Banca d'Italia e dell'Istat, l’economia italiana continua a mostrare una crescita moderata. Le previsioni indicano un incremento del PIL reale dello 0,6% nel 2026, cui seguirà un ulteriore aumento fino allo 0,8% nel 2027. Questi risultati evidenziano la resilienza della domanda interna e degli investimenti, sostenuti dagli effetti residui del PNRR; parallelamente, sottolineano l'importanza per le PMI di adottare strategie proattive di espansione delle proprie quote di mercato, in quanto non è possibile fare affidamento esclusivamente sulle prospettive di crescita offerte dal contesto macroeconomico.

1.2. La traiettoria dei tassi di interesse e il costo del debito

La variabile finanziaria cruciale per il 2026 rimane il costo del capitale. Dopo la fase di rientro dall'inflazione, i tassi di mercato hanno trovato un nuovo punto di equilibrio.

Le proiezioni aggiornate indicano un tasso Euribor a 3 mesi in calo verso l'1,9% nel corso del 2026. Parallelamente, il rendimento dei BTP decennali - benchmark fondamentale per il costo del capitale di rischio e per i finanziamenti a lungo termine - è previsto che si assesti in una forchetta tra il 3,6% e il 3,8%.   

Per le imprese, questo significa che, sebbene il picco dei tassi sia alle spalle, il denaro mantiene un costo rilevante. Le banche, applicando spread commerciali intorno ai 200 punti base, offrono finanziamenti alle PMI con tassi finiti spesso superiori al 3,5% - 4,0%. In questo scenario, la liquidità è una risorsa costosa, il cui utilizzo deve essere pianificato con precisione, attraverso rendiconti finanziari previsionali mensilizzati per ridurre gli oneri finanziari.

Indicatore macroeconomico

Previsione 2026

Previsione 2027

PIL reale (Italia)

+0,6%

+0,8%

Inflazione  (consumo)

1,4%

1,6%

Tasso Euribor 3 mesi

1,9%

2,1% (*)

Rendimento BTP 10 anni

3,8%

4,1% (*)

Tasso medio prestiti alle PMI

~3,5 - 4,0%

Prezzo gas (€/MWh)

31,5

29,4 (*)

       

 

 (*) Fonti. Banca D’Italia , Istat

1.3. Inflazione e volatilità dei costi energetici

L'inflazione al consumo si sta progressivamente normalizzando, mentre la componente dei costi industriali continua a manifestare una significativa volatilità. I prezzi dell’energia, sebbene abbiano registrato una flessione rispetto ai massimi della crisi, non sono ancora rientrati ai livelli precedenti al 2021. Per il gas naturale, le previsioni indicano una diminuzione a 31,5 €/MWh nel 2026 e poi a 29,4 nel 2027; il prezzo del petrolio Brent dovrebbe collocarsi nell’intervallo di 70-80 dollari al barile.

In questo contesto, per le imprese ad alto consumo energetico o fortemente dipendenti dalla logistica, la gestione della volatilità impone l'adozione di strumenti avanzati di simulazione.

La semplice costruzione di un budget basato su ipotesi statiche di “costo energia” risulta insufficiente: è fondamentale sviluppare scenari Best Case e Worst Case, come indicato dalle EBA Guidelines, al fine di verificare la solidità del Break-Even Point in caso di improvvise oscillazioni nei prezzi delle materie prime. La salvaguardia dei margini operativi (EBITDA) può essere conseguita esclusivamente attraverso una pianificazione che includa l’esecuzione sistematica di stress test sui costi variabili.

2. Il nuovo standard bancario: LOM e Forward-Looking consolidato

Il cambiamento più profondo per la professione del commercialista non arriva dai mercati, ma dal Regolatore europeo. L'entrata a pieno regime delle Linee Guida EBA su Loan Origination and Monitoring (LOM)  ha modificato strutturalmente il DNA del rapporto banca-impresa.   

2.1. Il cambio di paradigma: dal "collateral" al "cash flow"

L’EBA prescrive che gli istituti di credito valutino il merito creditizio principalmente in funzione della capacità del cliente di generare flussi di cassa operativi futuri sufficienti a garantire il rimborso del debito, senza dover ricorrere all’escussione delle garanzie. Queste ultime assumono il ruolo di strumenti accessori ("second way out"), e non possono più costituire la base per la concessione del finanziamento in assenza della cosiddetta "first way out", ovvero la dimostrata sostenibilità del cash flow operativo.

Tale approccio, denominato Forward-Looking, impone al commercialista di presentare, oltre al bilancio in utile, un piano che evidenzi la capacità prospettica di generazione di cassa.

La valutazione creditizia si fonda prioritariamente sui flussi di cassa operativi attesi, mentre le garanzie reali rivestono un ruolo secondario. Le banche, anche in occasione dei rinnovi delle linee di credito, richiedono proiezioni che attestino la sostenibilità del debito nei 3-5 anni successivi.

2.2. Il monitoraggio ricorrente (Loan Monitoring) come “vaccino” contro il de-risking

Un elemento fondamentale delle linee guida EBA, spesso non adeguatamente considerato dalle imprese, ma di primaria rilevanza per i commercialisti, è la sezione relativa al "Monitoring". Le istituzioni bancarie non sono tenute solamente alla valutazione del rischio in fase di erogazione (Origination), bensì devono monitorare costantemente l'evoluzione del rischio di credito per l'intera durata del finanziamento.

Le implicazioni operative risultano significative:

Superamento del documento statico: il Business Plan non rappresenta più un documento da redigere una sola volta e archiviare definitivamente.

Richiesta ricorrente di dati: gli istituti di credito necessitano di aggiornamenti periodici (trimestrali o semestrali) sui dati consuntivi, con particolare attenzione all’analisi della variazione tra budget e risultati effettivi (Variance Analysis).

Potenziale rischio di riclassificazione: l’aggravamento degli indicatori prospettici, oppure la mancata trasmissione di informazioni aggiornate, può indurre le banche a riclassificare il credito da Stage 1 (performing) a Stage 2 (under-performing/rischio aumentato). Questa operazione implica maggiori accantonamenti di capitale per la banca e, per l’impresa, possibili incrementi dei tassi di interesse, riduzione delle linee di credito o richiesta di rientro.

In tale contesto, il Commercialista assume il ruolo di garante del flusso informativo qualificato necessario per mantenere l’impresa in Stage 1. Il servizio di "monitoraggio periodico" si configura, quindi, come imprescindibile per la conservazione del rating bancario aziendale.

2.3.  DSCR: le soglie di riferimento 2026

L'indicatore che sintetizza questa nuova filosofia è il DSCR (Debt Service Coverage Ratio). Anche nel 2026 sono confermate le soglie di accettabilità bancaria per le PMI italiane:   

  • DSCR > 1,25 (area di sicurezza): l'azienda genera un flusso di cassa operativo superiore del 25% rispetto alla somma delle rate (capitale + interessi) in scadenza. È la zona che garantisce l'accesso al credito alle migliori condizioni di mercato e rassicura gli algoritmi di rating.
  • 1,00 < DSCR < 1,25 (zona cuscinetto): l'azienda è tecnicamente solvibile, ma vulnerabile. Un imprevisto (calo fatturato, aumento tassi) potrebbe portarla in insolvenza. Richiede un monitoraggio trimestrale o mensile ravvicinato.
  • DSCR < 1,00 (zona di allerta): i flussi operativi non coprono il servizio del debito. L'azienda sta sopravvivendo erodendo la liquidità accantonata o dismettendo asset. È una situazione di pre-crisi che fa scattare i segnali di allarme (Early Warning Systems) delle banche e gli obblighi del Codice della Crisi d'Impresa.   

Il calcolo del DSCR deve essere rigoroso. Come evidenziato nelle guide pratiche per il 2025 , la formula deve considerare:   

  • Numeratore: Free Cash Flow Operativo (EBITDA +/- Variazione Capitale Circolante - Imposte pagate).
  • Denominatore: Quota Capitale + Interessi + Canoni Leasing + Oneri finanziari accessori.
  • Esclusioni: l'IVA non va considerata (partita di giro), così come i flussi straordinari non ricorrenti.

3. Finanza agevolata 2026: oltre la Transizione 5.0

Il 2026 segna un cambio di passo per gli incentivi. Mentre si gestisce la coda operativa della Transizione 5.0 (per chi ha prenotato i fondi nel 2025), si aprono nuove opportunità con la Legge di Bilancio 2026.

3.1. Gestione fondi Transizione 5.0 prenotati e certificazioni

Per le imprese che hanno effettuato la prenotazione dei fondi relativi alla Transizione 5.0 entro le scadenze previste per il 2025, il 2026 rappresenta l’anno cruciale sia per la realizzazione degli investimenti sia per la successiva rendicontazione.

È fondamentale monitorare con attenzione il completamento degli investimenti entro le tempistiche stabilite (ad esempio, giugno 2026 per le prenotazioni prorogate), affinché sia garantita la piena fruizione delle agevolazioni.

A tal proposito, il Commercialista doveva  predisporre un Business Plan specifico per l’investimento 5.0, in grado di rispondere a tre quesiti fondamentali:

  • Sostenibilità finanziaria del bridge: l’impresa è tenuta ad anticipare l’IVA e, in molti casi, l’intero importo del bene prima di poter beneficiare del credito d’imposta. Il piano finanziario doveva quindi illustrare le modalità di copertura di tale fabbisogno temporaneo - ad esempio attraverso un finanziamento bancario ponte - e dimostrare che l’azienda riesce a sostenere l’impatto di cassa nei mesi di scopertura.
  • Impatto reale sul conto economico: il piano doveva evidenziare non solo gli effetti dell’ammortamento del bene, ma anche il risparmio sui costi energetici (OPEX), elemento che contribuisce al miglioramento dell’EBITDA. Un investimento 5.0 ben pianificato determina infatti un miglioramento strutturale del DSCR, grazie alla riduzione dei costi operativi ricorrenti.
  • Calcolo del ROI effettivo: integrando il beneficio fiscale (fino al 45%) e il risparmio energetico cumulato nel tempo, il piano doveva fornire all’imprenditore una visione chiara e realistica del ritorno sull’investimento (ROI) e del periodo di recupero (Payback Period).

Senza un’adeguata pianificazione finanziaria, anche un investimento che garantisca un reale risparmio energetico potrebbe paradossalmente generare tensioni di liquidità nel breve termine. L’utilizzo di software di pianificazione risulta pertanto indispensabile, in quanto consente di simulare in modo puntuale il timing dei flussi di cassa, confrontando le uscite per acconti e saldi ai fornitori con le entrate - o le mancate uscite - derivanti dall’utilizzo del credito d’imposta in compensazione F24.

3.2. I nuovi incentivi 2026: iperammortamento e ZES Unica

Con l'esaurimento delle risorse 5.0, il focus della pianificazione 2026 si sposta sui nuovi strumenti:

  1. Nuovo Iper ammortamento 2026: introdotto per sostenere gli investimenti in beni strumentali 4.0, prevede aliquote maggiorate (es. 180% per investimenti fino a 2,5 M€) per beni "Made in EU" o ad alta efficienza.
  2. Rifinanziamento Nuova Sabatini: con una dotazione di 200 milioni per il 2026, rimane un pilastro per abbattere il costo degli interessi su leasing e finanziamenti strumentali.
  3. ZES Unica 2026: per le imprese del Mezzogiorno, il credito d'imposta ZES è rifinanziato e cumulabile (con limiti) con altre misure.

Il Commercialista deve redigere piani che integrino questi nuovi benefici, calcolando il risparmio fiscale netto e il ritorno sull'investimento (ROI) reale, dimostrando come gli incentivi migliorino il DSCR prospettico.

4. La tecnologia al servizio del consulente

Per gestire la complessità degli scenari 2026-2027 e i nuovi mix di incentivi, il foglio di calcolo Excel "fatto in casa" non è più uno strumento sufficiente. La probabilità di errore nelle formule, la difficoltà nel gestire la mensilizzazione dei flussi e l'impossibilità di integrare benchmark esterni rendono l'approccio artigianale rischioso e poco professionale.

Il fattore abilitante per erogare il servizio di consulenza in modo efficiente e scalabile è l’adozione di una piattaforma specialistica come Business Plan di OPEN Dot Com

4.1. Architettura e funzionalità core

Business Plan di OPEN Dot Com è una soluzione cloud-based, progettata specificamente per i flussi di lavoro dello studio commercialista. Le sue caratteristiche distintive includono:   

  • Input guidato e importazione dati:il software permette di importare i bilanci storici nel formato proprietario. Questo azzera i tempi di data entry manuale e riduce il rischio di errori di trascrizione, permettendo al professionista di concentrarsi sull'analisi e non sull'inserimento dati.

 

  • Elaborazione automatizzata dei prospetti: sulla base delle ipotesi di budget, il sistema provvede alla generazione automatica del Conto Economico, dello Stato Patrimoniale e, in particolare, del Rendiconto Finanziario previsionale con un orizzonte temporale fino a 5 anni. L’algoritmo assicura la piena coerenza contabile tra fonti e impieghi.
  • Output professionale: il software produce reportistica in formato Excel, Word e PDF pronta per la stampa, che include non solo le tabelle numeriche ma anche testi descrittivi pre-impostati e personalizzabili (Executive Summary, Analisi SWOT), riducendo drasticamente il tempo di redazione del fascicolo finale.   

4.2. Integrazione con Leanus: vedere l'azienda con gli occhi della banca

Un valore aggiunto strategico di Business Plan di OPEN Dot Com è l'integrazione nativa con il database Leanus. Leanus è lo standard di riferimento per l'analisi di bilancio nel sistema bancario italiano. Il software permette di:

  1. Confrontare i dati previsionali con i benchmark: è possibile confrontare gli indici dell'azienda cliente con quelli di 5 concorrenti diretti o con la media del settore.   
  2. Analisi del rischio (Leanus Score): il sistema calcola un punteggio di affidabilità basato sugli stessi algoritmi utilizzati dagli analisti fidi. Questo permette al Commercialista di anticipare le obiezioni della banca: se il Leanus Score previsionale è basso, il piano va corretto prima di essere presentato in filiale.   

4.3. Gestione degli scenari (What-if Analysis)

Come riportato nella sezione macroeconomica, la volatilità è la norma. Un piano rigido è un piano inutile. Software Business Plan OPEN Dot Com gestisce nativamente la creazione di tre scenari paralleli :   

  1. Scenario Master (Base): le ipotesi più probabili di andamento del business.
  2. Scenario Best Case: ipotesi ottimistiche (es. successo pieno della campagna commerciale, calo tassi più rapido).
  3. Scenario Worst Case (stress test): ipotesi avverse (es. aumento costi energia +15%, calo fatturato -10%, rialzo tassi BTP).

L'analisi Worst Case non è un esercizio teorico: è esplicitamente richiesta dalle linee guida EBA (Sensitivity Analysis) per verificare la resilienza dell'impresa. Presentare un Business Plan che include già lo stress test dimostra una maturità finanziaria che facilita enormemente l'interlocuzione bancaria.   

4.4. Dal piano al controllo: il modulo "Budget e Controllo"

La componente fondamentale per trasformare l’attività di adempimento in un servizio ricorrente è rappresentata dal modulo Budget e Controllo. A differenza del Business Plan, che si caratterizza per una prospettiva pluriennale, questo modulo consente un’analisi operativa dettagliata su base mensile.

Budget mensilizzato: consente la scomposizione del primo anno di piano in un budget mensile, considerando la stagionalità di incassi e pagamenti (ad esempio, tredicesime e scadenze IVA).

Importazione consuntivi: permette di importare periodicamente (come su base trimestrale) i dati contabili effettivi.

Analisi degli scostamenti (variance analysis): il software identifica automaticamente le discrepanze tra Budget e Actual, sia in termini assoluti che percentuali.

Rolling forecast: utilizzando i dati consuntivi dei primi mesi, il software aggiorna la previsione di chiusura d’esercizio (Forecast), offrendo la possibilità di intervenire tempestivamente sulle strategie aziendali.

Questa funzionalità costituisce il razionale alla base dell’applicazione di un canone ricorrente al cliente: non si propone un documento statico, ma una soluzione di controllo costante a supporto della gestione aziendale lungo tutto l’arco dell’anno.

5. Il modello di business per il Commercialista: il servizio ricorrente

Nel 2026, la transizione verso servizi a valore aggiunto è una necessità economica per lo Studio, vista la stagnazione dei compensi per la compliance tradizionale.

Le attività tradizionali (contabilità, dichiarativi) stanno subendo una progressiva erosione dei margini ("commoditization") a causa dell'automazione e della concorrenza sui prezzi.   

5.1. La crisi del valore nella compliance

Il mercato dei servizi professionali sta manifestando segnali chiari. I compensi per la tenuta della contabilità sono soggetti a una forte pressione, con canoni mensili per le PMI che spesso risultano insufficienti a coprire i costi fissi di struttura, se non in presenza di elevati volumi di gestione.

Per contro, si registra un significativo incremento nella richiesta di consulenza “strategica”. Le aziende non si limitano più a domandare "Qual è l'importo delle imposte da versare?", ma rivolgono quesiti più articolati quali "Come posso finanziare la crescita aziendale?", "Quali strategie adottare per una corretta gestione della liquidità?" e "È sostenibile questo investimento?".    

5.2. Strutturare l'offerta: dal "prodotto" al "servizio"

Per intercettare questo valore, il Business Plan deve essere riposizionato: non è un prodotto (il fascicolo PDF), ma un processo. L'offerta di servizio dovrebbe essere strutturata su due livelli:

Livello 1: setup e pianificazione strategica (una tantum)

  • Attività: analisi storica, benchmark Leanus, definizione obiettivi (es. Investimento 5.0), redazione del Business Plan pluriennale con 3 scenari (Master, Best, Worst).
  • Output: documento Business Plan completo per banche/investitori.
  • Pricing suggerito: a corpo, variabile in base alla complessità e remunerativo dell'alta competenza intellettuale richiesta per la strategia iniziale.

Livello 2: Controllo di gestione (ricorrente)

  • Attività: elaborazione budget mensilizzato, importazione dati trimestrali, analisi scostamenti, reportistica periodica (dashboard KPI, DSCR aggiornato), Call di revisione trimestrale con l'imprenditore.
  • Output: report di controllo e ricalcolo forecast.
  • Pricing suggerito: canone mensile o trimestrale

Questo approccio trasforma il ricavo dello Studio da episodico a ricorrente, stabilizzando i flussi di cassa dello Studio stesso e aumentando il  valore del ciclo di vita del cliente.

6. Piano operativo 2026: roadmap di implementazione

Per attivare il servizio nel corso del 2026 lo Studio dovrebbe seguire una roadmap precisa.

6.1. Segmentazione della clientela (cluster analysis)

Non tutti i clienti sono pronti o necessitano di questo servizio. È fondamentale ottimizzare lo sforzo commerciale segmentando il portafoglio:

  • Cluster A (target ideale): aziende con fatturato > 1-2 M€, in utile o in crescita, con progetti di investimento (Transizione 5.0) o necessità di rinnovo linee di credito a medio termine. Queste aziende percepiscono immediatamente il rischio del credit crunch.
  • Cluster B (ristrutturazione): aziende con tensioni finanziarie (DSCR < 1.1) che necessitano di un piano di risanamento monitorato per evitare il default. Qui il servizio è vitale.
  • Cluster C (micro-imprese/forfettari): generalmente non adatte a un servizio di controllo di gestione complesso, salvo casi di forte crescita (Start-up).

6.2. La proposta di valore

La vendita del servizio non dovrebbe concentrarsi sugli aspetti tecnici, bensì sulla capacità di risolvere le problematiche concrete dell’imprenditore.

Sarebbe opportuno spiegare al cliente, ad esempio, che le regole bancarie sono state modificate dalle nuove normative EBA.

Attualmente, per ottenere il rinnovo dei fidi o il finanziamento di un macchinario 5.0, la banca non prende più in considerazione esclusivamente il bilancio dell’anno precedente, ma richiede una certezza matematica circa la disponibilità di liquidità nei sei mesi successivi per onorare le rate.  In assenza di un monitoraggio trimestrale che attesti tale capacità (DSCR), si rischia una riduzione degli affidamenti o un aumento dei tassi di interesse.

È pertanto opportuno proporre l’attivazione di un servizio di controllo di gestione, che consenta di monitorare questi indicatori e anticipare le richieste della banca, permettendo così all’imprenditore di concentrarsi sulle proprie attività.

6.3. Integrazione nel flusso di lavoro dello Studio

L'utilizzo di Software Business Plan OPEN Dot Com deve entrare nei processi standard:

  1. Chiusura bilancio provvisorio: non appena i dati contabili dell'anno precedente sono definitivi, si importano nel software per l'analisi storica e il calcolo del rating Leanus attuale.
  2. Incontro bilancio: si presenta il consuntivo non come punto di arrivo, ma come base per la bozza di Budget dell'anno nuovo (upsell del servizio).
  3. Calendarizzazione: si fissano già le date per gli incontri trimestrali di monitoraggio (Check-up DSCR), creando una routine di consulenza che fidelizza il cliente.

7. Conclusioni

Il biennio 2026-2027 premia la pianificazione. La combinazione di tassi di interesse stabili, ma non nulli, requisiti bancari stringenti (Forward-Looking) e una crescita da conquistare sul campo rende la navigazione a vista non solo pericolosa, ma impossibile per le PMI italiane.

Il Commercialista ha di fronte un'opportunità storica: appropriarsi del suo ruolo di consulente strategico al fianco dell'imprenditore.  Abbandonare la trincea della conformità fiscale - sempre più automatizzata e meno remunerativa - per passare all'attacco della pianificazione finanziaria. Strumenti come Software Business Plan OPEN Dot Com sono piattaforme abilitanti che democratizzano il controllo di gestione, rendendo accessibili alle PMI analisi che un tempo erano appannaggio delle grandi corporate.

Adottare il Business Plan come servizio ricorrente non è solo una strategia per aumentare il fatturato dello Studio: è l'unico modo per garantire la sopravvivenza e la prosperità dei propri clienti in un mercato finanziario che ha cambiato per sempre le sue regole.

Appendice: Riferimenti normativi e metriche 2026

Riferimenti normativi:

  • EBA/GL/2020/06: Guidelines on Loan Origination and Monitoring.
  • Legge di Bilancio 2026: nuove misure per iI preammortamento e Rifinanziamento Sabatini.
  • Codice della Crisi d'Impresa: obbligo di adeguati assetti (art. 3).

Dashboard dei KPI essenziali per il report mensile (modulo Budget e Controllo del Business Plan):

KPI

Descrizione

Target ottimale 2025

DSCR

Copertura servizio del debito

> 1.25 (Sicurezza)

PFN / EBITDA

Sostenibilità del debito totale

< 3.5x

Liquidity Runway

Mesi di sopravvivenza con cassa attuale

> 6 mesi

Varianza Ricavi

Scostamento %  budget vs consuntivo

<+/- 5%

 

Questa dashboard, generata automaticamente da Software Business Plan OPEN Dot Com, rappresenta il documento di sintesi da discutere periodicamente con l'imprenditore e da inviare alla banca per ottemperare agli obblighi di monitoraggio EBA.

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