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Titolari effettivi: nuove regole e impatti per i professionisti

Novità Antiriciclaggio
Pubblicato il 24 feb 2026
Titolari effettivi: nuove regole e impatti per i professionisti

Con il D.Lgs. 31 dicembre 2025, n. 210 - pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’8 gennaio 2026 ed entrato in vigore il giorno successivo - cambia il quadro normativo sull’accesso alle informazioni relative alla titolarità effettiva.

Il decreto attua l’art. 74 della Direttiva (UE) 2024/1640 e modifica in modo sostanziale il sistema previsto dal D.Lgs. 231/2007 con un duplice obiettivo: rafforzare la tutela della riservatezza e potenziare gli strumenti per la prevenzione del riciclaggio.

Accesso non più generalizzato: cosa cambia

Dal 2026, l’accesso ai dati sulla titolarità effettiva non è più aperto a chiunque, ma riservato a specifiche categorie di soggetti. Potranno consultare le informazioni:

  • autorità competenti e Unità di Informazione Finanziaria (UIF);
  • soggetti obbligati agli adempimenti antiriciclaggio, tra cui commercialisti e avvocati;
  • privati con un interesse giuridico rilevante, diretto, concreto e attuale, adeguatamente documentato;
  • enti rappresentativi di interessi collettivi, purché autonomi rispetto ai singoli casi dei membri rappresentati.

Elemento chiave è il presupposto probatorio: l’accesso è consentito solo in presenza di evidenze concrete che inducano a ritenere non coincidenti titolarità legale e titolarità effettiva. In assenza di tali presupposti la consultazione non è autorizzata.

Il nuovo assetto richiede, inoltre, l’aggiornamento della normativa secondaria che disciplina le modalità tecniche di accesso, con particolare riferimento al D.M. 55/2022. Tuttavia, ad oggi:

  • l’accesso tramite le Camere di commercio non è attivo, in attesa del completamento degli adeguamenti regolamentari;
  • il quadro resta incerto, anche alla luce dei precedenti rinvii e dei pronunciamenti europei che hanno inciso sull’architettura dei registri.

Impatti pratici per i professionisti

1. Più responsabilità nei controlli

Il professionista è chiamato a verificare in modo puntuale la coerenza tra titolarità legale e titolarità effettiva, assumendo un ruolo attivo nella valutazione del rischio.

2. Richieste motivate e documentate

Per accedere alle informazioni occorre dimostrare un interesse giuridico e presentare una motivazione dettagliata fondata su elementi concreti.

3. Possibili rallentamenti operativi

Finché gli aggiornamenti regolamentari non saranno completati, l’accesso potrebbe risultare limitato o sospeso, con potenziali effetti sulla gestione delle verifiche rafforzate.

4. Aumento della domanda di strumenti AML

Per governare un contesto sempre più articolato, molti studi stanno adottando soluzioni digitali dedicate all’antiriciclaggio, capaci di supportare:

  • tracciabilità dei controlli;
  • gestione dei flussi AML;
  • conservazione conforme dei documenti;
  • aggiornamenti normativi automatizzati.

Perché è un passaggio importante

Il D.Lgs. 210/2025 non riduce la trasparenza, ma ne ridefinisce la logica: da un modello aperto a uno più selettivo e documentato, in cui la tutela dei dati personali si bilancia con l’esigenza di contrastare il riciclaggio.

Per i professionisti si apre una nuova fase, caratterizzata da:

  • maggiore attenzione alla documentazione a supporto delle richieste;
  • più cura nella gestione dei fascicoli antiriciclaggio;
  • necessità di strumenti agili, sempre aggiornati e in grado di accompagnare l’evoluzione normativa.

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